Procura di Brescia indaga su presunte residenze fittizie: tra gli indagati la sindaca di Collio
Dieci persone coinvolte; la prima cittadina Mirella Zanini accusata di più reati e dimissionaria da un incarico nella Comunità montana
La Procura di Brescia ha iscritto dieci persone nel registro degli indagati nell’ambito di un’inchiesta su presunte residenze fittizie che avrebbero favorito decine di cittadini brasiliani nell’ottenimento della cittadinanza italiana.
Tra i soggetti coinvolti figura Mirella Zanini, sindaca di Collio. Nei confronti di Zanini sono contestati, a vario titolo, i reati di falsità materiale in atti pubblici, falsità ideologica, violazione della normativa sull'ingresso e la permanenza degli stranieri in Italia e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. La prima conseguenza politica è stata la sua rinuncia all'incarico di assessore presso la Comunità montana di Valle Trompia.
L’indagine interessa anche funzionari degli uffici anagrafe: è stato segnalato, tra gli altri, il coinvolgimento della responsabile dell'ufficio anagrafe del Comune di Orzivecchi.
Il Comune di Collio, in alta Valtrompia, torna al centro delle cronache per vicende legate all'immigrazione. La fonte ricorda che nel 2015 il paese era stato teatro di proteste per l’arrivo di richiedenti asilo alloggiati in un albergo trasformato in centro di accoglienza. Nel 2024, sempre nel contesto del medesimo centro di accoglienza straordinaria, si è verificato il caso di una bambina di 10 anni violentata da un uomo di 29 anni, episodio che ha poi portato alla condanna dell’autore a cinque anni di reclusione.
Si tratta di fatti oggetto di accertamento da parte della magistratura: le persone indagate godono della presunzione di innocenza fino a eventuale decisione definitiva degli organi giudiziari.