Brescia · 14 Agosto 2026

Incendio a Tignale: la montagna brucia da una settimana, quasi 60 ettari coinvolti

Nelle ultime ore altri 4,5 ettari distrutti; vigili del fuoco e volontari impegnati nel contenimento

Incendio a Tignale: la montagna brucia da una settimana, quasi 60 ettari coinvolti

L'incendio che da una settimana interessa i boschi di Tignale ha finora bruciato un'area che sfiora i 60 ettari, pari a circa 6 milioni di metri quadrati. Nelle ultime ore si sono aggiunti altri 4,5 ettari andati in fumo.

Le fiamme hanno colpito in particolare la vasta pineta che si estende dalle Coste a Olzano, con vista sul santuario di Montecastello. I primi focolai sono comparsi la sera del 7 agosto; dopo che l'incendio era stato considerato sotto controllo fino a un paio di giorni fa, nuovi focolai sono riapparsi nella notte tra mercoledì e giovedì.

Sul posto sono impegnati decine di uomini e mezzi dei Vigili del fuoco provenienti da tutta la provincia, con rinforzi arrivati anche dalla Valcamonica. Operano inoltre 35 volontari del nucleo Aib (antincendio boschivo) della Comunità Montana; proseguono i sorvoli degli elicotteri regionali dei Vigili del fuoco.

Il sindaco Daniele Bonassi, in una nota diffusa giovedì sera, ha detto che la situazione del fronte che lambisce l'area del santuario è migliorata, ma che permangono alcune fumarole attive nella pineta sopra Olzano che potrebbero determinare la riaccensione di nuovi focolai come avvenuto mercoledì sera. Il sindaco ha rassicurato la popolazione affermando che non vi sono pericoli per le abitazioni e per le persone e ha aggiunto che il fronte è costantemente monitorato con l'ausilio di droni dotati di telecamere termiche in grado di segnalare eventuali nuove riaccensioni.

In serata è stata pubblicata un'ordinanza di chiusura della strada tagliafuoco. Il sindaco ha spiegato che inizialmente non si riteneva necessaria, ma che nella giornata di giovedì la tagliafuoco che scende da Cima Piemp e il sentiero che porta alla Forca sono stati frequentati da ciclisti e pedoni. Per questo motivo tali tracciati non sono più percorribili: persone estranee agli operatori potrebbero intralciare le attività di bonifica e i tratti percorsi dal fuoco potrebbero essere interessati dalla caduta di sassi.

Fonte: BresciaToday

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