Soppresso il toro che ha ucciso l’allevatore Remo Filippini
L’animale è stato abbattuto venerdì mattina alle 8.30 dopo l’aggressione che ha causato la morte del 74enne a San Vito di Bedizzole
Il toro responsabile dell’aggressione che giovedì sera ha provocato la morte dell’allevatore Remo Filippini è stato abbattuto venerdì mattina alle 8.30 a Bedizzole per «comprovata pericolosità», dopo l’intervento di personale specializzato e una decisione del pm di turno.
L’aggressione è avvenuta nella cascina di famiglia in località Belgioioso a San Vito di Bedizzole: Filippini, 74 anni, è stato incornato e ucciso mentre accudiva l’animale. L’allarme è stato dato dal figlio, che preoccupato per il mancato rientro del padre lo ha raggiunto al recinto dei tori e lo ha trovato esanime a terra.
Per motivi di sicurezza sono occorse quasi due ore prima di poter raggiungere la salma. Nel corso dei momenti concitati il figlio ha riportato ferite lievi. Gli accertamenti medico-legali hanno confermato che il decesso è conseguenza dell’aggressione del bovino.
La vittima era il fondatore della società agricola Remo Filippini, conosciuta anche oltre i confini di Bedizzole e specializzata in allevamento di bovini e spaccio carni. I funerali saranno celebrati lunedì mattina alle 10 nella chiesa di San Vito a Bedizzole.
Filippini lascia il figlio Enrico, la figlia Annabella, i nipoti Edoardo e Victoria, il genero Igor, i fratelli e le sorelle e altri familiari. Numerosi messaggi di cordoglio sono arrivati alla famiglia in queste ore.