Brescia · 26 Ottobre 2026

Fermato a Mazzano un 30enne: è accusato di istigazione aggravata per finalità terroristiche

Secondo l'accusa avrebbe gestito una chat Telegram da oltre 6.000 iscritti e diffuso un documento intitolato «Rivoluzione, istruzioni per l’uso»

Fermato a Mazzano un 30enne: è accusato di istigazione aggravata per finalità terroristiche
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Il pubblico ministero ha firmato il decreto di fermo nei confronti di Youssef Siher, 30enne di Mazzano, ricercatore e politologo italiano di origini marocchine, amministratore della pagina social "Movimento 17 ottobre" e dell'omonima chat Telegram.

Secondo l'ipotesi accusatoria, Siher è ritenuto responsabile di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dalla violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Non è invece contestata a suo carico l'accusa di devastazione o saccheggio. Nelle prossime ore è prevista l'udienza di convalida del fermo.

La Procura, rappresentata nell'indagine dalla pm Francesca Crupi che coordina le indagini con il procuratore Marcello Viola, contesta che Siher abbia creato e amministrato una chat Telegram con oltre 6.000 iscritti partendo dagli episodi di devastazione avvenuti a Milano, con l'obiettivo di promuovere un progetto finalizzato a commettere delitti a carattere eversivo e a "ingenerare terrore nella popolazione".

Secondo il capo di imputazione, l'indagato avrebbe sfruttato la situazione di tensione per incitare alla rivoluzione contro l'attuale governo e alla commissione di delitti contro l'ordine pubblico. Tra i contenuti contestati figurano messaggi di incitamento alla rivoluzione, indicazioni sull'uso di tecniche di guerriglia urbana e comunicati diretti alla convocazione, in diverse piazze d'Italia, per il 24 ottobre 2026, di persone descritte come facinorose al fine di porre in essere delitti contro l'ordine pubblico.

Tra i documenti sequestrati agli inquirenti è citato un testo intitolato "Rivoluzione, istruzioni per l’uso", descritto dal pm come una guida liberamente ispirata al manuale della Rivoluzione egiziana del 2011 e ritenuta finalizzata a spiegare come organizzare una mobilitazione collettiva di disobbedienza civile contro il Governo.

Computer e telefoni sia di Siher sia della moglie, Sagia Hammoud — indagata a piede libero — sono stati analizzati dagli investigatori. L'analisi di questi dispositivi è indicata come utile a ricostruire i contatti dell'indagato.

Nel decreto di fermo i magistrati hanno inoltre richiamato il rischio che Siher possa sottrarsi alle indagini, motivando tale valutazione con la presunta capacità di spostarsi e con una rete di conoscenze che, secondo l'accusa, potrebbe aiutarlo a rendersi irreperibile.

La Procura segnala anche un filone investigativo coordinato dalla Procura di Genova, volto ad accertare eventuali collegamenti tra Siher e persone arrestate nell'ambito di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Genova sul presunto finanziamento di Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche, indagine che nel dicembre 2025 aveva portato a decine di arresti.

Tutti i fatti riportati sono riferiti all'ipotesi accusatoria così come descritta dagli inquirenti; vale la presunzione di innocenza fino a eventuale giudizio definitivo.

Fonte: Raccontiamo Brescia

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