Fermato a Mazzano un 30enne: è accusato di istigazione aggravata per finalità terroristiche
Secondo l'accusa avrebbe gestito una chat Telegram da oltre 6.000 iscritti e diffuso un documento intitolato «Rivoluzione, istruzioni per l’uso»
Il pubblico ministero ha firmato il decreto di fermo nei confronti di Youssef Siher, 30enne di Mazzano, ricercatore e politologo italiano di origini marocchine, amministratore della pagina social "Movimento 17 ottobre" e dell'omonima chat Telegram.
Secondo l'ipotesi accusatoria, Siher è ritenuto responsabile di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dalla violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Non è invece contestata a suo carico l'accusa di devastazione o saccheggio. Nelle prossime ore è prevista l'udienza di convalida del fermo.
La Procura, rappresentata nell'indagine dalla pm Francesca Crupi che coordina le indagini con il procuratore Marcello Viola, contesta che Siher abbia creato e amministrato una chat Telegram con oltre 6.000 iscritti partendo dagli episodi di devastazione avvenuti a Milano, con l'obiettivo di promuovere un progetto finalizzato a commettere delitti a carattere eversivo e a "ingenerare terrore nella popolazione".
Secondo il capo di imputazione, l'indagato avrebbe sfruttato la situazione di tensione per incitare alla rivoluzione contro l'attuale governo e alla commissione di delitti contro l'ordine pubblico. Tra i contenuti contestati figurano messaggi di incitamento alla rivoluzione, indicazioni sull'uso di tecniche di guerriglia urbana e comunicati diretti alla convocazione, in diverse piazze d'Italia, per il 24 ottobre 2026, di persone descritte come facinorose al fine di porre in essere delitti contro l'ordine pubblico.
Tra i documenti sequestrati agli inquirenti è citato un testo intitolato "Rivoluzione, istruzioni per l’uso", descritto dal pm come una guida liberamente ispirata al manuale della Rivoluzione egiziana del 2011 e ritenuta finalizzata a spiegare come organizzare una mobilitazione collettiva di disobbedienza civile contro il Governo.
Computer e telefoni sia di Siher sia della moglie, Sagia Hammoud — indagata a piede libero — sono stati analizzati dagli investigatori. L'analisi di questi dispositivi è indicata come utile a ricostruire i contatti dell'indagato.
Nel decreto di fermo i magistrati hanno inoltre richiamato il rischio che Siher possa sottrarsi alle indagini, motivando tale valutazione con la presunta capacità di spostarsi e con una rete di conoscenze che, secondo l'accusa, potrebbe aiutarlo a rendersi irreperibile.
La Procura segnala anche un filone investigativo coordinato dalla Procura di Genova, volto ad accertare eventuali collegamenti tra Siher e persone arrestate nell'ambito di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Genova sul presunto finanziamento di Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche, indagine che nel dicembre 2025 aveva portato a decine di arresti.
Tutti i fatti riportati sono riferiti all'ipotesi accusatoria così come descritta dagli inquirenti; vale la presunzione di innocenza fino a eventuale giudizio definitivo.