Brescia · 25 Ottobre 2026

Fermato il trentenne di Mazzano: la polizia individua Youssef Siher come presunto promotore del 'Movimento 17 ottobre'

Il 30enne, giornalista freelance e ricercatore, è indagato per istigazione a delinquere, apologia di delitti e violenza organizzata; su di lui risultavano precedenti attenzioni dell'intelligence per motivi diversi.

Fermato il trentenne di Mazzano: la polizia individua Youssef Siher come presunto promotore del 'Movimento 17 ottobre'
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La polizia postale, che ha avviato accertamenti dopo gli episodi del 17 e 18 ottobre a Milano, ha ricostruito il ruolo di Youssef Siher nell'organizzazione delle manifestazioni giovanili. Secondo gli investigatori, sarebbe stato lui a creare la pagina social utilizzata per lanciare e coordinare i cortei spontanei dei giovani nelle principali città italiane.

Il trentenne, fermato dalla polizia, è indagato dalla procura di Milano per istigazione a delinquere, apologia di delitti e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, con l'aggravante dell'utilizzo del mezzo informatico. Siher, descritto come giornalista freelance e ricercatore, è residente a Mazzano ed è stato trovato dalla polizia la mattina del 24 ottobre in un appartamento alla periferia di Milano, dove era ospite di un'amica.

Gli investigatori lo avrebbero individuato grazie a intercettazioni. La postale, secondo quanto riportato, aveva inoltre contattato Meta per poter monitorare il profilo Instagram del Movimento 17 ottobre.

Il nome di Siher era già comparso nelle attività di monitoraggio dell'AISI, sebbene per ragioni non collegate al Movimento 17 ottobre: l'agenzia di intelligence aveva avviato su di lui un'attività di osservazione nell'ambito di una task force istituita su impulso del direttore Bruno Valensise. Da quel lavoro era partita una comunicazione agli organismi di sicurezza che avevano già acceso i riflettori sul trentenne.

I reati contestati sono descritti come molto gravi, ma sono ancora tutti da dimostrare in sede giudiziaria.

Fonte: Raccontiamo Brescia

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