Affissi nei parchi della Valtrompia cartelli a sfondo razzista: polemiche e condanne
I manifesti, comparsi nella notte tra martedì e mercoledì, mostrano due giovani con fattezze non europee e la scritta "Noi non possiamo entrare"; l'azione sarebbe stata rivendicata dal comitato 'Remigrazione e riconquista'
Nella notte tra martedì e mercoledì sono comparsi, agli ingressi di alcuni parchi della Valtrompia, manifesti di matrice razzista e xenofoba. Le affissioni sono state segnalate a Gardone Valtrompia, Sarezzo, Lumezzane e Collio e, secondo il testo diffuso sui social, sarebbero state poi rimosse poco dopo.
I cartelli riproducono l'immagine di due giovani con fattezze non europee e riportano, in più lingue, la scritta "Noi non possiamo entrare". In molti casi i manifesti sono stati applicati sotto i cartelli comunali che indicano divieti e regolamenti, emulandone la grafica.
Secondo quanto circolato sui social network, l'azione sarebbe stata rivendicata dal comitato bresciano "Remigrazione e riconquista", iniziativa nata dalla collaborazione tra CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani.
Le amministrazioni locali hanno duramente condannato le affissioni, ribadendo che i parchi pubblici devono restare luoghi accessibili a tutti senza discriminazioni. A Sarezzo l'assessore Giovanni Gatta ha dichiarato: "Mi dissocio e condanno con fermezza questa iniziativa. Il decoro e la sicurezza dei nostri spazi pubblici sono un obiettivo che condivido. So bene che garantire cura costante e presenza continua delle forze dell'ordine non è semplice, ma non è con messaggi che dividono e intimidiscono che si rispettano e si migliorano i nostri parchi".
Gatta ha poi richiamato il valore della convivenza: "Sarezzo è una comunità fondata su convivenza e rispetto reciproco. Continueremo a lavorare, con cittadini e associazioni, per parchi curati, sicuri e aperti a tutti".
A Gardone Valtrompia le affissioni hanno interessato in particolare il parco del Rovedolo e il parco del Mella. Il Comune ha preso le distanze dall'accaduto sottolineando che "nessuno deve essere escluso dalla frequentazione degli spazi pubblici" e ricordando gli interventi già attuati per la sicurezza e la vivibilità delle aree verdi, tra cui la sorveglianza della Polizia locale e dei carabinieri e l'installazione di telecamere.
Sulla vicenda è intervenuta la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Paola Pollini, che ha condannato il gesto richiamando episodi storici: "Il mio dovere di cittadina prima che di rappresentante delle istituzioni è quello di condannare senza esitazione un episodio che rievoca alcune delle pagine più buie della storia della nostra Nazione". Pollini ha criticato anche l'uso strumentale della legalità per giustificare messaggi di esclusione: "Il rispetto per la legge, valore assoluto e prioritario all'interno di ogni comunità, non può essere invocato violandola" e si è detta certa che "le autorità competenti si attiveranno immediatamente nei confronti di coloro i quali hanno rivendicato l'affissione dei cartelli".
La consigliera ha inoltre osservato che iniziative del genere si inseriscono in un clima d'odio pericoloso, ricordando come l'immigrazione abbia contribuito allo sviluppo di imprese e territori nella zona.