Sentenza sulle esondazioni del Ravone: Comune e Regione condannati a risarcire per i danni in via Saffi
Il Tribunale regionale delle Acque pubbliche riconosce 178.000 euro per il civico 22; escluse responsabilità del ministero dell’Interno
Il Tribunale regionale delle Acque pubbliche ha condannato in solido il Comune di Bologna e la Regione Emilia-Romagna al pagamento di 178.000 euro per i danni subiti dal condominio del civico 22 di via Saffi in seguito alle esondazioni del torrente Ravone tra il 2 e il 17 maggio 2023.
Sono invece state respinte le richieste di risarcimento avanzate nei confronti del ministero dell’Interno, per il quale il Tribunale ha ritenuto non provata la responsabilità. I proprietari del piano terra e il Comune sono stati condannati in solido a pagare le spese di lite, liquidate in 12.154 euro.
Sull’esito della sentenza è intervenuto l’assessore comunale alla sicurezza idrica, Daniele Ara, che ha dichiarato: "Rispettiamo le sentenze, ma ora conta lavorare assieme". Ara ha aggiunto che i legali dell’assicurazione incaricata dei risarcimenti stanno esaminando le motivazioni della decisione e che ogni ulteriore valutazione sulle azioni giudiziarie sarà svolta nelle sedi competenti.
L’assessore ha inoltre ricordato il rafforzamento della collaborazione istituzionale dopo le alluvioni del 2024, citando la cooperazione con Regione, Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) e la Protezione civile, e l’attività su manutenzioni, ripristino delle strutture danneggiate e ricerca di soluzioni per ridurre il rischio idraulico, con particolare attenzione ai rii collinari.
Nel provvedimento si fa riferimento anche agli interventi eseguiti nell’ambito dei lavori per la Linea Rossa del tram: durante il cantiere è stato rifatto il tratto di copertura del torrente Ravone in via Saffi e sistemato lo scatolare nel sottoattraversamento della strada, con un incremento della portata idraulica su tutto il tratto.