Bologna · 20 Ottobre 2026

Due anni dall'alluvione: Lepore chiede opere e fondi per mettere in sicurezza il Ravone

Nel secondo anniversario dell'emergenza il sindaco ricorda i danni provocati dall'esondazione del Ravone e sollecita il Governo su risorse e tempi certi

Due anni dall'alluvione: Lepore chiede opere e fondi per mettere in sicurezza il Ravone
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Il sindaco Matteo Lepore ha ricordato il secondo anniversario dell'alluvione che tra il 19 e il 20 ottobre 2024 ha colpito Bologna, richiamando la memoria di quelle ore e la necessità di tradurre il ricordo in misure concrete di prevenzione e sicurezza idraulica.

"Ci sono date che una città non dimentica. Il 19 e il 20 ottobre 2024 sono tra queste", scrive Lepore nel suo intervento pubblicato dal Comune, richiamando le immagini di strade trasformate in fiumi, cantine sommerse e negozi invasi dal fango. Il sindaco esprime il pensiero rivolto a chi ha perso beni e ricordi e a chi ancora oggi affronta le conseguenze dell'emergenza.

Al centro del ricordo c'è il torrente Ravone: "Il Ravone fu il simbolo di quella notte. Le sue esondazioni provocarono danni pesantissimi e lasciarono una ferita profonda nella nostra comunità", ricorda Lepore, citando in particolare l'area di via Andrea Costa come uno dei luoghi simbolo dell'alluvione.

Tra le soluzioni allo studio per ridurre il rischio legato al Ravone e al Meloncello viene menzionata l'ipotesi di una galleria scolmatrice sotto la collina, pensata per intercettare e deviare le portate di piena verso il fiume Reno; si tratta però di un'ipotesi progettuale non ancora definita nei suoi aspetti tecnici, economici e realizzativi. Lepore segnala che il lavoro procede con la Regione, l'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile per individuare le soluzioni strutturali necessarie.

Il sindaco sottolinea anche gli interventi già avviati grazie alla collaborazione tra Comune e Regione: la lettera d'intenti sottoscritta nel 2024 con Michele de Pascale ha rafforzato il coordinamento istituzionale, portando all'avvio di lavori di ripristino dei solai danneggiati, maggiori investimenti nella manutenzione ordinaria e a un accordo con il Consorzio della Bonifica Renana per la cura della collina.

Lepore solleva critiche sulla pianificazione regionale: dopo le alluvioni del 2023 e del 2024 l'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha adottato una variante del Piano per l'assetto idrogeologico che, secondo il sindaco, non individua opere specifiche per ridurre il rischio del Ravone e del Canale Navile. "È una lacuna che abbiamo segnalato formalmente e sulla quale chiediamo un confronto concreto", afferma.

L'appello è rivolto anche al Governo. Il sindaco ricorda che la responsabilità del finanziamento delle opere di difesa del suolo è attribuita all'esecutivo, indicando in particolare il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, come previsto dall'articolo 58 del decreto legislativo 152 del 2006. "Per questo chiediamo che alle analisi tecniche seguano decisioni, risorse e tempi certi", dice Lepore.

Nel suo intervento è richiamato il valore della prevenzione: secondo una stima citata, ogni euro investito in prevenzione può far risparmiare fino a dieci euro in risarcimenti e riparazioni successive a una calamità. Lepore sottolinea inoltre l'importanza della manutenzione dei rii collinari e della cura del territorio agricolo, elementi ritenuti fondamentali nella gestione del rischio idrogeologico.

La difesa idraulica entra anche nella pianificazione a lungo termine: Lepore annuncia di aver posto l'adattamento climatico e la sicurezza idraulica al centro del percorso per il Piano Strategico Metropolitano 2050. Nel quadro della prevenzione, il sindaco segnala inoltre l'impegno per il rafforzamento del corpo di Protezione Civile metropolitano e valorizza il lavoro della Commissione speciale del Consiglio comunale, che ha coinvolto tutte le forze politiche.

Conclude l'appello alla responsabilità condivisa: Lepore insiste sulla necessità di riconoscere le competenze di ciascuna istituzione, chiedere le risorse necessarie e seguire gli interventi fino alla loro realizzazione, affinché i progetti diventino opere in grado di ridurre il rischio di nuove esondazioni della città.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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