Tensione alla stazione di Bologna: idranti, lacrimogeni e sette fermi dopo il corteo studentesco
I disordini sono esplosi nel pomeriggio di sabato 17 ottobre; la polizia ha respinto il gruppo con idranti e fumogeni, numerosi danni in piazzale e viale Pietramellara
Nel pomeriggio di sabato 17 ottobre 2026 la zona della stazione di Bologna è stata teatro di scontri tra forze dell'ordine e partecipanti a un corteo studentesco. Secondo le ricostruzioni, la polizia ha allontanato un gruppo di manifestanti con l'uso di idranti e lanci di lacrimogeni.
Le mobilitazioni erano iniziate la mattina con blocchi nei licei e sono poi confluite in una manifestazione generale in piazza Minghetti, alla quale hanno preso parte centinaia di studenti e attivisti. Nel pomeriggio il presidio si è trasformato in un corteo diretto verso la stazione, dove la polizia era schierata in tenuta antisommossa.
Durante gli scontri alcuni manifestanti con il volto travisato avrebbero lanciato bottiglie e sassi e rovesciato biciclette MoBike. Le forze dell'ordine hanno risposto impiegando idranti e lanciando fumogeni per respingere le prime file; in sorvolo è intervenuto anche un elicottero della polizia.
I disordini si sono estesi nel piazzale davanti alla stazione e in viale Pietramellara. Sono stati segnalati diversi danni: segnali stradali divelti, biciclette rovesciate e transenne utilizzate come barricate. Via Matteotti è stata chiusa al traffico e il trasporto pubblico è stato sospeso.
La Questura di Bologna ha fatto sapere che, al momento, sette manifestanti sono stati posti in stato di fermo dagli agenti.
Sulla propria pagina Instagram gli organizzatori della mobilitazione 'Bologna in piazza' hanno commentato: "Il corteo era autorizzato, ma gli agenti non ci hanno aiutato a gestire la gente".
Il sindaco Matteo Lepore, intervenendo sui disordini, ha dichiarato: "Le scene a cui stiamo assistendo in queste ore nella zona della stazione sono inaccettabili. La devastazione dei beni pubblici, i danneggiamenti e la violenza non hanno alcuna giustificazione. Mi rivolgo ai ragazzi che stanno scendendo in piazza in tante città italiane: siate i primi a isolare chi usa una manifestazione come pretesto per sfogare la propria rabbia e devastare la vostra città. Chi usa la violenza scredita per prima cosa le ragioni di chi manifesta. Siamo vicini alle forze dell'ordine che stanno provando a contenere i disordini e una manifestazione che non ci risulta fosse autorizzata".