Sequestro da 220 milioni: la Guardia di Finanza di Bologna coinvolta nell’indagine su un imprenditore campano
La DDA di Napoli, con il supporto del SCICO e dei finanzieri di Napoli e Bologna, ha disposto il blocco di partecipazioni e immobili riconducibili a Giuseppe Rostan e ai suoi familiari
L’operazione, collegata a un’indagine derivata dall’operazione "Omphalos", ha visto il coinvolgimento del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) e delle Fiamme Gialle di Napoli e Bologna. L’operazione Omphalos aveva già portato all’arresto di 16 persone e al sequestro di beni per 700 milioni di euro, secondo quanto riportato dagli investigatori.
I finanzieri hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo del valore complessivo di 220 milioni di euro nei confronti di Giuseppe Rostan, imprenditore campano attivo nel settore edilizio e immobiliare, e di suoi familiari. Rostan risiede a Melito di Napoli.
Gli investigatori hanno riferito di aver individuato rapporti imprenditoriali con soggetti che vengono ritenuti, dagli inquirenti, appartenenti o contigui alla criminalità organizzata campana, nell’ambito di operazioni immobiliari, tra cui la realizzazione del complesso residenziale "Parco Primavera" nel comune di Melito di Napoli.
Gli approfondimenti patrimoniali condotti dagli uffici di Bologna avrebbero inoltre rilevato, con riferimento al periodo 1999-2016, una sproporzione tra i redditi dichiarati e le disponibilità patrimoniali riconducibili all’imprenditore.
Sulla base degli elementi acquisiti, il Tribunale di Napoli — Sezione per l’Applicazione delle misure di prevenzione, ha disposto il sequestro di partecipazioni societarie e di beni riconducibili a tre società operanti nei settori immobiliare e sanitario, oltre ad ulteriori beni mobili e immobili.
Nel dettaglio, il compendio sottoposto a sequestro comprende 394 unità immobiliari — tra appartamenti, locali commerciali, uffici, depositi, autorimesse, terreni e immobili in corso di costruzione — ubicate a Melito, a Napoli e a Marino (in provincia di Roma). Il provvedimento interessa inoltre 12 beni mobili registrati e 28 rapporti finanziari, comprensivi di disponibilità bancarie, strumenti finanziari e prodotti assicurativi.
I finanzieri hanno dichiarato di aver "congelato" una parte consistente del patrimonio dell’imprenditore nell’ambito delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, con il supporto operativo del Scico e dei reparti della Guardia di Finanza di Napoli e Bologna.
Si ricorda che le misure sono disposte nell’ambito di indagini e non costituiscono affermazioni di colpevolezza definitive, nel rispetto della presunzione di innocenza.