Denunciata a Bologna una commessa per il furto dei dati della carta di un anziano, indagato anche il compagno
Tra il 19 novembre 2025 e il 6 gennaio 2026 sono stati registrati 274 addebiti non autorizzati per 10.580 euro; identificazione favorita da un soggiorno termale ad Abano Terme.
La vicenda è iniziata con la denuncia presentata a metà gennaio 2026 da un cittadino italiano di 81 anni, che aveva rilevato addebiti non autorizzati sulla propria carta di credito. Tra il 19 novembre 2025 e il 6 gennaio 2026 risultano 274 transazioni fraudolente per un totale di 10.580 euro.
Secondo gli accertamenti, gli acquisti sono stati effettuati prevalentemente su piattaforme e-commerce come Shein e Groupon e riguardano capi di abbigliamento, articoli per la casa e voucher per soggiorni in strutture alberghiere e centri benessere.
Le indagini del commissariato "Bolognina Pontevecchio" hanno ricondotto i movimenti sospetti a una donna italiana di 39 anni e al suo compagno, italiano di 43 anni, che sono stati identificati e deferiti in stato di libertà al termine di una complessa attività investigativa. I reati contestati sono indebito utilizzo di strumenti di pagamento in concorso e sostituzione di persona.
L’individuazione dei due indagati è stata favorita dagli accertamenti sugli acquisti effettuati tramite Groupon, in particolare per un soggiorno termale trascorso tra il 24 e il 25 maggio 2026 ad Abano Terme. I due sono stati quindi convocati negli uffici di polizia.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna, dopo un iniziale atteggiamento evasivo, ha ammesso le proprie responsabilità. Ha dichiarato che il 19 novembre 2025, mentre lavorava come addetta alle vendite in un punto telefonico del centro di Bologna, aveva assistito il cliente anziano in un acquisto online e sottratto i dati della carta di credito. Ha riferito di aver utilizzato la carta per spese personali e per regali a terzi, incluso il compagno, escludendo che quest’ultimo fosse a conoscenza dell’origine illecita dei beni.
Nonostante quanto dichiarato dalla donna, il compagno è stato ugualmente deferito: le verifiche sulle spedizioni hanno evidenziato un flusso consistente e continuativo di merce recapitata quotidianamente presso la sua abitazione, ritenuto incompatibile con le entrate lecite del nucleo familiare.
Nel corso dell’attività investigativa sono emersi anche episodi analoghi ai danni di altre clienti del medesimo esercizio commerciale. Una donna italiana di 63 anni ha presentato denuncia il 22 gennaio 2026 per un danno quantificato in circa 47 euro. Una terza vittima, una donna italiana di 78 anni, ha invece subito tre tentativi di addebito non andati a buon fine per un valore complessivo di 225 euro.
Le persone deferite restano indagate; agli inquirenti spetta ora definire gli ulteriori sviluppi dell’attività probatoria.