Regione e Prefetture: 18 esperti per rafforzare i controlli antimafia sui cantieri
Firmata a Bologna una convenzione per affiancare gli uffici antimafia nelle nove province dell'Emilia-Romagna
Negli ultimi tre anni l'Emilia-Romagna ha registrato 250 interdittive antimafia, collocandosi tra le regioni del Nord con il maggior numero di provvedimenti adottati per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia. L'intensificarsi dei cantieri legati alla ricostruzione post-alluvione e agli interventi finanziati dal Pnrr ha aumentato la necessità di vigilanza sulle imprese coinvolte.
A Bologna, in piazza Roosevelt, è stata sottoscritta una convenzione tra la Regione e le Prefetture regionali: hanno firmato il presidente della Regione Michele de Pascale, il prefetto di Bologna Enrico Ricci e i rappresentanti delle altre Prefetture dell'Emilia-Romagna. L'accordo prevede che la Regione metta a disposizione 18 specialisti, due per ciascuna delle nove province, destinati ad affiancare gli uffici antimafia nelle attività di prevenzione e di verifica.
Secondo il prefetto di Bologna Enrico Ricci, la convenzione rilancia una collaborazione già esistente tra Ministero dell'Interno e Regione e serve a potenziare l'attività degli uffici antimafia, considerata centrale per il mantenimento della legalità economica. Il personale che arriverà in comando o in distacco dovrà supportare le attività di controllo e monitoraggio svolte dalle Prefetture sul territorio.
Particolare attenzione sarà dedicata ai cantieri: le Prefetture hanno eseguito numerosi accessi ispettivi nell'ambito della ricostruzione post-alluvione e nei cantieri del tram di Bologna per verificare le imprese coinvolte. Le autorità segnalano che la maggior parte delle interdittive adottate in Emilia-Romagna resiste al vaglio della giustizia amministrativa, anche quando le aziende interessate presentano ricorso al Tar.
L'accordo riprende un'esperienza messa in campo dopo il sisma del 2012, quando la Regione guidata da Vasco Errani aveva fornito personale a sostegno delle attività di prevenzione antimafia durante la ricostruzione. Quella collaborazione si era conclusa lo scorso anno con la fine della gestione commissariale. I nuovi interventi legati all'alluvione e al Pnrr hanno però aumentato il carico di lavoro per le Prefetture, motivando la riattivazione del sistema di supporto esteso a tutte le nove province emiliano-romagnole.
Per il presidente Michele de Pascale, la presenza della criminalità organizzata nella regione non è un fenomeno recente né esclusivamente esterno, e va contrastata con strumenti di prevenzione sempre più efficaci. L'obiettivo dichiarato dall'intesa è rendere più capillari i controlli per proteggere le imprese che operano nella legalità, in una fase caratterizzata da un rilevante afflusso di risorse pubbliche ai cantieri e alla ricostruzione.