Bologna · 10 Ottobre 2026

A Bologna migliaia in piazza per Gaza: concentramento a Piazza del Nettuno e corteo verso le Due Torri

Studenti, associazioni e attivisti della Global Sumud Flotilla tra i partecipanti; prefettura e forze dell'ordine hanno rafforzato le misure di sicurezza

A Bologna migliaia in piazza per Gaza: concentramento a Piazza del Nettuno e corteo verso le Due Torri
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Una giornata di mobilitazione nazionale per la Palestina si è svolta anche a Bologna sabato 10 ottobre, con un concentramento alle 17 in Piazza del Nettuno e la partenza del corteo alle 18 in direzione delle Due Torri. L’iniziativa rientra in una serie di manifestazioni programmate in oltre 50 città italiane.

A Bologna hanno partecipato studenti, collettivi universitari, esponenti politici e associazioni, tra cui attivisti legati alla Global Sumud Flotilla. Gli organizzatori a livello nazionale indicati dalla fonte comprendono i Giovani Palestinesi d'Italia, i Movimenti Studenti Palestinesi, l'Associazione dei Palestinesi in Italia e l'Unione Democratica Arabo-Palestinese.

Il concentramento in Piazza del Nettuno è stato accompagnato da slogan e interventi dei partecipanti; fra i cori registrati anche frasi quali “ci servono più aule e non più bombe, noi la guerra non la vogliamo” e “Non avete niente da insegnare al popolo palestinese. I vostri governi non hanno fatto niente mentre i bambini morivano”. Alcuni attivisti hanno ricordato i “235 giornalisti uccisi nella Striscia di Gaza”, secondo quanto riportato dalla fonte.

La manifestazione ha visto la partecipazione di migliaia di persone che hanno sfilato per il centro con striscioni e bandiere. Il corteo si è protratto anche dopo le 20.30, con traffico congestionato, strade transennate e presenza delle forze dell'ordine in assetto antisommossa.

Tra la folla è stata ricordata anche la vicenda di Fakir, il 42enne morto al Pilastro dopo un fermo di polizia; alcuni manifestanti hanno urlato “Assassini, assassini” all'indirizzo delle forze dell'ordine, come segnalato dalla fonte.

La mobilitazione bolognese è stata convocata con lo slogan scelto dagli organizzatori: “La fine del genocidio è la fine del sionismo”. Al centro delle richieste espresse dai partecipanti, oltre alla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, vi erano l'accesso degli aiuti umanitari e richieste politiche come il ritiro delle forze israeliane, l'embargo sulle forniture militari e l'interruzione di accordi economici, politici, militari e accademici tra Italia e Israele.

La giornata è stata considerata delicata dal punto di vista dell'ordine pubblico anche alla luce di quanto avvenuto lo scorso anno, quando la manifestazione nell'anniversario del 7 ottobre si concluse con scontri e l'uso di idranti in Piazza Maggiore. La mobilitazione dei Giovani palestinesi del 2025 era stata vietata dalla prefettura e dalla questura e, secondo la ricostruzione della fonte, sfociò in disordini con feriti tra attivisti e giornalisti.

Per la giornata odierna prefettura e forze dell'ordine hanno predisposto misure di sicurezza rafforzate, tenendo conto dell'affluenza prevista e della contemporanea presenza in città di altre iniziative politiche, fra cui una riunione della Rete dei Patrioti. L'assessora comunale alla Sicurezza, Matilde Madrid, ha richiamato la necessità di limitare l'impatto delle iniziative sulla città e di prevenire situazioni di disordine. Le autorità hanno puntato soprattutto sulla gestione dei flussi dei partecipanti, sulla viabilità e sulla separazione tra manifestazioni contrapposte.

La mobilitazione di Bologna si inserisce in un calendario nazionale che ha previsto cortei e concentrazioni in altre città, tra cui Roma, Milano, Torino e Napoli, con l'obiettivo dichiarato dai promotori di mantenere alta l'attenzione sulla crisi umanitaria a Gaza e sulle richieste rivolte al governo italiano e alle istituzioni internazionali.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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