Ranucci dopo il rigetto del ricorso: "Valuterò le opzioni con i legali entro lunedì"
Al Teatro Duse il giornalista dice di rispettare la sentenza, denuncia la pressione mediatica e cita 3.500 articoli falsi
Sigfrido Ranucci ha annunciato a Bologna che si riserva di valutare con i propri legali le tre opzioni proposte dall’azienda, indicando come termine per la decisione il prossimo lunedì. Le dichiarazioni sono arrivate al termine di una serata al Teatro Duse, dove era presente con lo spettacolo "Diario di un trapezista".
"Abbiamo tempo fino a lunedì, mi consulterò anche con i legali e vedremo quali saranno le strade più opportune", ha detto Ranucci ai cronisti, dopo che il suo ricorso è stato respinto. Ha ribadito di rispettare la sentenza e l'indipendenza dei magistrati: "Per adesso, come ho detto ieri, rispetto la sentenza, ho sempre rispettato il lavoro dei magistrati e la loro indipendenza".
Il giornalista ha aggiunto che rispettare la legalità e i magistrati non è qualcosa da indossare e togliere a piacimento e ha ricordato il proprio impegno pubblico: "Mi sono battuto anche sotto il referendum per la loro indipendenza".
Riferendosi al messaggio diffuso nel pomeriggio dalla redazione di Report, che esprimeva fiducia nei suoi confronti, Ranucci ha commentato con una punta di amarezza: "Magari potevano mandarlo anche un po’ prima".
Secondo il giornalista, il giudice che ha rigettato il ricorso avrebbe motivato la decisione anche facendo riferimento alle dichiarazioni di colleghi e personaggi pubblici. Ranucci ha citato Michele Santoro, Corrado Formigli e Roberto Saviano, sostenendo che le loro valutazioni siano state condizionate dalla copertura mediatica della vicenda.
"Ci sono stati 3500 articoli falsi che hanno condizionato le opinioni delle persone. È passato un concetto che si può rimuovere un giornalista in base al rumore mediatico, poco importa se sia vero o falso. Io credo che non sia giusto", ha detto ancora.
Sul proprio futuro professionale ha mostrato determinazione: "Sono una persona testarda, cocciuta, ho sempre fatto il mio lavoro credendo in quello che faccio". Ha poi ricordato le ricadute personali della scelta professionale: "Mi sento un giornalista nella pelle" e ha detto di aver sacrificato energie e risorse per il mestiere.
Infine Ranucci ha affermato che, qualora non fosse più possibile esercitare il giornalismo, continuerà il suo impegno in altre forme a difesa "dei più fragili, dei più deboli" e ha concluso: "Me la inventerò. Mi sento giovane per la pensione".