Fenice Volley alla Dozza: nuova squadra di detenuti-studenti, la direttrice richiama il problema del sovraffollamento
La palestra è stata ristrutturata e la squadra è composta da studenti del Cpia2; nella casa circondariale sono ristrette circa 800 persone su 500 posti
Alla casa circondariale della Dozza di Bologna è stata inaugurata lunedì mattina la nuova squadra di pallavolo maschile Fenice Volley, composta da detenuti che frequentano i corsi del Centro per l'istruzione degli adulti (Cpia2).
La squadra si allena in una palestra ristrutturata grazie alla collaborazione tra Lega Pallavolo Serie A, Gerflor, Fipav e la stessa casa circondariale. Il progetto è stato presentato come un'opportunità educativa e di reinserimento per i partecipanti.
La direttrice della Dozza, Rosa Alba Casella, ha detto di auspicare che il progetto "vada molto lontano per portare anche all'esterno un discorso di inclusione e di responsabilizzazione". Casella si è inoltre soffermata sulle condizioni della struttura, riconoscendo il problema del sovraffollamento: "Sovraffollamento? Come un po' in tutti gli istituti a livello nazionale", ha affermato.
Nella casa circondariale sono ristrette poco più di 800 persone a fronte di una capienza regolare di circa 500 posti. Negli ultimi mesi rappresentanti delle istituzioni e politici che hanno visitato la Dozza — tra i quali il sindaco Matteo Lepore e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale — così come avvocati delle Camere Penali e delegazioni di esponenti dei Radicali e di associazioni che si occupano di carcere, hanno definito la situazione "preoccupante" e "inaccettabile".
Le criticità segnalate nelle lettere inviate al ministro della Giustizia Carlo Nordio comprendono, secondo quanto riportato, la carenza di spazi adeguati e problemi relativi alla pulizia, ai servizi igienici e all'assistenza sanitaria. La scorsa estate si sono verificati guasti all'impianto idrico che hanno provocato la mancanza di acqua fredda e il malfunzionamento delle docce.
Secondo la fonte, le dure condizioni di vita vengono denunciate sia dai detenuti sia dagli agenti di polizia penitenziaria e contribuiscono a malessere e tensioni che talvolta sfociano in disordini, risse e aggressioni.
La direttrice ha aggiunto che, nonostante le difficoltà, si cerca di mantenere "alta l'offerta di opportunità" in modo che il carcere non sia "soltanto un contenitore di ozio" ma un ambiente dove si creino occasioni per ridurre la recidiva. Tornando al progetto della squadra, Casella ha detto che, avendo avuto la disponibilità del Centro per l'istruzione degli adulti di far giocare i detenuti a pallavolo, la risposta è stata superiore alle aspettative ed è così nata la Fenice Volley.