Dal caso Madrid all’allarme casa a Bologna: numeri, politiche e richieste europee
Le elezioni anticipate annunciate da Pedro Sánchez riaccendono il dibattito sull’emergenza abitativa anche sotto le Due Torri
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato elezioni anticipate per il 29 novembre, dopo la bocciatura di due decreti sulle politiche abitative. La mobilitazione che ha dato forza alla protesta era stata alimentata dal caso di Maricarmen, 87 anni, sfrattata dall’alloggio in cui viveva da decenni.
Il governo spagnolo è guidato da una coalizione tra PSOE e Sumar e dipende anche da appoggi parlamentari esterni. La fonte riporta che Junts, il partito indipendentista catalano, ha votato contro insieme al Partito Popolare e a Vox; il PNV è citato come altro partner parlamentare esterno.
A Bologna il dibattito sulle politiche abitative è ripreso anche sulla scia della situazione spagnola. Secondo i dati riportati dal consigliere di Coalizione civica Detjon Begaj, nell’Unione Europea, dal 2013, gli aumenti sono stati del 60% per l’acquisto degli immobili e del 20% per gli affitti, mentre l’edilizia sociale rappresenterebbe solo il 6-7% del patrimonio abitativo.
Begaj segnala inoltre che a Bologna si contano circa 395.000 residenti e una popolazione quotidiana superiore alle 500.000 persone tra chi abita, studia o lavora in città. Sempre secondo la fonte, gli affitti in città sono cresciuti del 40% e le difficoltà coinvolgono studenti, lavoratori e famiglie.
Le azioni messe in campo dall’amministrazione comunale citate nell’articolo includono lo stop alla vendita del patrimonio pubblico, l’iniziativa “Sfitto Zero”, il recupero di alloggi pubblici rimasti vuoti per carenze manutentive, nuove realizzazioni e interventi di efficientamento energetico.
Attraverso la rete Mayors for Housing, la vicesindaca con delega alla casa Emily Clancy e amministratori di altre città europee hanno chiesto all’Unione europea un Fondo per l’abitare accessibile da 300 miliardi di euro, procedure più rapide e il riconoscimento del ruolo delle città.
L’articolo richiama inoltre le previsioni primaverili della Commissione europea: secondo quelle stime il Pil spagnolo aumenterebbe del 2,4% nel 2026, mentre quello italiano dello 0,5%.
Il collegamento tra l’esperienza spagnola e la situazione bolognese, nei riferimenti dell’articolo, serve a evidenziare come l’emergenza abitativa sia un problema che attraversa paesi diversi e richieda interventi strutturali a livello locale e comunitario.