Bologna · 04 Ottobre 2026

Aggressioni nel centro di Bologna: il Cassero chiede al Comune risposte su spazi, risorse ed educazione

Il circolo critica l’interrogazione di Fratelli d’Italia e accusa i discorsi dei ministri di legittimare la violenza; le persone colpite hanno presentato denuncia

Aggressioni nel centro di Bologna: il Cassero chiede al Comune risposte su spazi, risorse ed educazione
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Dopo le aggressioni omofobe denunciate nelle ultime settimane nel centro di Bologna, il Cassero LGBTQIA+ Center ha chiamato l’amministrazione comunale a rispondere con misure che valorizzino spazi, risorse ed educazione alle differenze, evitando un approccio di tipo repressivo.

Le persone colpite hanno presentato denuncia. Al loro appello si sono unite le prese di posizione del Cassero e del Rivolta Pride, che hanno condannato gli episodi e segnalato un clima di crescente odio nei confronti delle minoranze. Dai racconti di alcune vittime, riporta il circolo, gli aggressori «sarebbero giovani probabilmente di origine straniera».

La presidente del Cassero, Camilla Ranauro, intervenendo a nome del Consiglio direttivo, ha criticato l’interrogazione consiliare presentata da Fratelli d’Italia, definendola una «solidarietà strumentale» e sostenendo che «l’unico obiettivo di questa presa di posizione è quello di additare la comunità musulmana e l’immigrazione come responsabili del clima d’odio».

Nel comunicato il circolo invita il Comune a non seguire appelli «alla militarizzazione delle strade» e respinge l’idea di una risposta basata su maggiore controllo: «Non abbiamo bisogno di più polizia nelle strade, di più zone rosse e di un progetto di sicurezza repressivo», si legge nella nota.

Il Cassero ha indicato come strumenti di prevenzione la costruzione di legami, l’incontro tra culture e la riduzione delle disuguaglianze, chiedendo inoltre «più spazi per le attività, i progetti, la socialità, l’incontro e lo scambio» e maggiori risorse per le realtà che rappresentano la comunità LGBTQIA+, nonché sostegno all’educazione alle differenze e alla sessuo-affettività nelle scuole.

Ranauro ha poi rivolto un’accusa all’esecutivo nazionale: «Il governo Meloni non è mai stato al fianco della nostra comunità. I discorsi di odio promossi dai ministri di questo governo legittimano la violenza nei nostri confronti», ha affermato, citando nel comunicato il disconoscimento dei figli delle coppie LGBTQIA+, la criminalizzazione delle famiglie non conformi, gli ostacoli all’accesso alla salute per le persone trans e la recente approvazione di quella che la nota definisce «legge Valditara».

«Non ci aspettiamo che le soluzioni arrivino da Piantedosi. Vogliamo che la nostra città si schieri apertamente contro la violenza, contro il razzismo e al fianco di tutte le minoranze», ha concluso la presidente del Cassero.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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