Bologna · 01 Ottobre 2026

Processo a Medy Cartier: perizia genetica sui reperti della ragazza, udienza il 17 dicembre

Tamponi e indumenti raccolti nel 2021 saranno esaminati per cercare tracce del Dna dell’imputato; la discussione potrebbe portare alla sentenza

Il collegio presieduto dalla giudice Claudia Gualtieri ha affidato a un genetista l’esame dei tamponi effettuati sull’allora quindicenne all’Ospedale Maggiore di Bologna e degli indumenti indossati la sera dei fatti, con l’obiettivo di accertare eventuali tracce di Dna riconducibili a Medy Cartier, all’anagrafe El Mehdi El Marbouh.

L’accertamento, richiesto dal pubblico ministero Andrea De Feis, era già stato disposto in una precedente udienza ma ha richiesto una verifica sulla conservazione dei tamponi eseguiti nel 2021 prima di formalizzare l’incarico. Saranno i periti a stabilire se sui reperti siano ancora presenti tracce biologiche e, in caso affermativo, se possano essere attribuite all’imputato.

Cartier, 25 anni, è imputato a Bologna per violenza sessuale aggravata nei confronti della ragazza che all’epoca aveva 15 anni. L’accusa ricostruisce che, nell’estate del 2021, il trapper — allora agli arresti domiciliari — sarebbe uscito con un amico per recarsi in un locale a Casalecchio di Reno; i due avrebbero poi incontrato due ragazze e si sarebbero successivamente spostati nell’abitazione dell’imputato nella zona di San Donato a Bologna. Dalla serata è nata anche l’imputazione per evasione.

La parte offesa, assistita dall’avvocato Antonio Gambetti, sostiene che la ragazza sia stata abusata. La difesa, rappresentata dagli avvocati Gian Luca Malavasi e dal professor Nicola Mazzacuva, sostiene invece che il rapporto fosse consensuale. Medy Cartier è al momento detenuto per precedenti condanne.

Nell’udienza dell’1 ottobre è stato sentito il ragazzo che era con Cartier quella sera; il teste ha riferito una versione coerente con la ricostruzione difensiva, secondo quanto emerso in aula.

La prossima udienza è fissata per il 17 dicembre alle 9.30: in quella seduta dovrebbero essere esaminati i risultati della perizia genetica e svolte le discussioni delle parti. Se non saranno necessari ulteriori accertamenti, il collegio potrebbe procedere verso la sentenza. La valutazione del significato probatorio degli esami spettarà al giudice nel contesto complessivo degli elementi raccolti durante il dibattimento.

Fonte: Raccontiamo Bologna

Torna a Bologna