Bologna · 01 Ottobre 2026

Valsamoggia, oltre 30 gatti segnalati scomparsi: i cittadini si mobilitano

Assemblea a Bazzano, denunce e richieste di accertamenti; ipotesi diverse dalle predazioni agli interventi umani

Nelle ultime settimane in Valsamoggia sono state segnalate oltre trenta sparizioni di gatti, secondo quanto emerso durante un’assemblea organizzata a Bazzano. All’incontro, al quale hanno partecipato decine di cittadini e proprietari di animali, ha preso parte anche il consigliere comunale Davide Celli, eletto nel 2021 nelle liste dei Verdi e oggi fuoriuscito dal gruppo, da anni attivo sui temi della tutela degli animali. "Che fine hanno fatto i nostri gatti?" ha detto Celli, rilanciando la richiesta di attenzione sul caso.

Secondo quanto riferito, l’assemblea di Bazzano ha riunito oltre cinquanta persone e ha messo insieme circa una trentina di segnalazioni tra Bazzano e le zone limitrofe. LNDC Animal Protection ha deciso di presentare una denuncia alle autorità chiedendo accertamenti per stabilire l’origine delle sparizioni. I gatti mancanti all’appello sarebbero per lo più animali domestici scomparsi da abitazioni o giardini.

Il consigliere Celli ha riferito che i proprietari si sono riuniti e ha parlato della possibilità di costituire un comitato; in alcuni passaggi dell’assemblea è stata usata l’espressione, a suo dire, dei "gatti rapiti", definizione che al momento non risulta accertata dalle autorità.

L’episodio di Valsamoggia si inserisce in un contesto più ampio: a Poggio Renatico, nel Ferrarese, sono state segnalate una decina di sparizioni tra luglio e agosto e l’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) ha presentato un esposto alla Procura di Ferrara. Tra le ipotesi citate nelle segnalazioni figurano predatori e possibili condotte umane, ma al momento non esiste una spiegazione univoca.

Nel Bellunese, tra Sedico e i comuni confinanti, sono stati indicati fino a 51 gatti di proprietà scomparsi nelle ultime settimane. Sul caso stanno indagando i Carabinieri Forestali, che stanno cercando di ricostruire la successione degli episodi e valutare se vi sia un collegamento. Tra le piste esaminate sono state indicate sia la presenza di predatori, compresi i lupi, sia un eventuale intervento umano; tuttavia non è dimostrato che tutte le sparizioni abbiano la stessa causa.

A Padova, inoltre, l’Oipa ha annunciato una denuncia relativa alla scomparsa di almeno 14 gatti, fra animali di privati e di una colonia felina: nell’ambito degli accertamenti della Procura sarebbero state individuate quattro persone indagate anche per l’ipotesi di maltrattamento, e sono emerse testimonianze che parlerebbero dell’uso di cibo e giochi per attirare alcuni felini. Si tratta di indagini circoscritte che, allo stato, non consentono di stabilire collegamenti automatici con quanto segnalato in Emilia-Romagna o in Veneto.

A Valsamoggia il Centrodestra locale, dopo aver partecipato all’incontro organizzato dall’Oasi Felina, ha proposto la creazione di due mappe per registrare i casi: una operativa e riservata, eventualmente utilizzabile dalle autorità, e una pubblica e anonima. Per ogni segnalazione si vorrebbero raccogliere data e luogo dell’ultimo avvistamento, caratteristiche dell’animale, presenza del microchip, eventuali telecamere nella zona e circostanze ritenute anomale. I promotori hanno però invitato a non formulare accuse senza prove e a non attribuire automaticamente tutte le sparizioni a un’unica causa, differenziando fatti documentati e testimonianze ancora da verificare.

Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection, ha sottolineato che "trenta gatti che scompaiono in un territorio circoscritto e in un arco temporale relativamente breve non possono lasciarci indifferenti", ma ha anche chiesto cautela: "Non sappiamo ancora che cosa sia accaduto a questi animali e proprio per questo è fondamentale evitare conclusioni affrettate". Tra le domande aperte resta se si tratti di episodi indipendenti o di un collegamento tra le diverse sparizioni.

Dal Bolognese Celli ha chiesto che le segnalazioni non vengano sottovalutate: "Rivogliamo i nostri gatti. E se non li riavremo vogliamo che siano trovati i responsabili", ha dichiarato, sollecitando accertamenti. Alle autorità competenti e alle associazioni è stato chiesto di proseguire le verifiche; i promotori delle iniziative locali hanno inoltre invitato i cittadini a non pubblicare su social network targhe, nomi o volti e a consegnare eventuali elementi sospetti direttamente alle forze dell’ordine.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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