Bologna · 01 Ottobre 2026

A Bologna partono le riprese del cortometraggio su Vincent Plicchi: il progetto punta alle scuole

Il regista Valerio Lo Muzio e il padre Matteo Plicchi coinvolti nel film che racconta la persona dietro Inquisitor Ghost; anteprima prevista a Bologna nel dicembre 2026

Le riprese del cortometraggio intitolato Vincent sono cominciate a Bologna. Il progetto, diretto da Valerio Lo Muzio, racconta la vicenda personale di Vincent Plicchi, il giovane conosciuto sui social come Inquisitor Ghost, morto il 9 ottobre 2023 all’età di 23 anni dopo una campagna diffamatoria online.

Il progetto è nato in modo informale a partire da un incontro nella palestra Bolognina Boxe. Il regista e la famiglia si sono conosciuti in quella quotidianità: Matteo Plicchi, padre di Vincent, ha aderito fin dall’inizio alla proposta di Lo Muzio ma ha posto una condizione di fondo, che il film avesse uno scopo e non fosse una produzione mossa solo da logiche commerciali. "Dietro le immagini che guardiamo sui social ci sono persone vere", ha detto Lo Muzio sul valore della narrazione umana dietro ai profili digitali.

Secondo quanto riportato, la lavorazione del cortometraggio è stata condivisa con la famiglia: dalla sceneggiatura al casting ogni passaggio è stato affrontato con la partecipazione e l’approvazione di Matteo Plicchi. Il padre ha sottolineato che il progetto doveva essere qualcosa che "Vincent avrebbe voluto" e che avesse un valore educativo.

Il film intende mettere al centro la persona: Vincent viveva a Bologna e lavorava come tatuatore; amava i videogiochi, la danza hip hop e il doppiaggio. Online aveva creato il personaggio Inquisitor Ghost, ispirato a Call of Duty e caratterizzato da una maschera a forma di teschio e da una spada laser. Il profilo su TikTok aveva superato i 330mila follower. Nell’estate del 2023 contro di lui è stata portata avanti una campagna diffamatoria, con accuse e screenshot manipolati e anche minacce; in seguito Vincent aveva chiuso i suoi profili e si era progressivamente ritirato.

Lo scopo dichiarato dal regista è duplice: non limitarsi a ricostruire la cronaca, ma restituire la dimensione umana di quanto avviene dietro a uno schermo e usare il cortometraggio come strumento educativo. "Deve servire a portare un messaggio di attenzione sul tema del cyberbullismo", ha detto Matteo Plicchi, che spera di raggiungere il maggior numero possibile di persone attraverso festival e proiezioni nelle scuole.

A interpretare Vincent è l’attore Haroun Fall. La sceneggiatura è firmata da Valerio Lo Muzio e Davide Bellanca ed è nata dopo numerosi incontri con familiari, amici e colleghi del ragazzo, con l’approvazione della famiglia Plicchi. Il cortometraggio avrà una durata prevista di circa 20 minuti. La produzione è a cura di Fase 3, in collaborazione con AICS - Associazione Italiana Cyberbullismo e Sexting; il progetto ha il patrocinio del Comune di Bologna e della Fondazione Reggio Children, il supporto economico della Regione Emilia-Romagna e di SIAE e il contributo di Hera come partner sostenitore.

Accanto al film si sviluppa l’iniziativa educativa "Un Ciak contro il Cyberbullismo", che coinvolge gli studenti del liceo Laura Bassi di Bologna, del Toschi di Parma e del Ballardini-Torricelli di Faenza. Il cortometraggio è previsto in oltre 30 scuole superiori italiane, con l’obiettivo di raggiungere più di 6mila studenti; dopo ogni proiezione sono programmati incontri con psicologi, formatori ed esperti.

L’anteprima del cortometraggio è fissata a Bologna per dicembre 2026, dopodiché il film seguirà il percorso nei festival. Per la famiglia e per il regista il traguardo più importante resta il lavoro di sensibilizzazione nelle scuole e il contributo al dialogo tra adulti e giovani sulla sicurezza e la responsabilità nell’uso dei social.

Fonte: Raccontiamo Bologna

Torna a Bologna