Tre aggressioni a sfondo omofobo nel centro di Bologna in venti giorni: ultimo episodio il 30 settembre
Il sindaco Lepore e la vicesindaca Clancy esprimono solidarietà e annunciano iniziative istituzionali; tre episodi hanno coinvolto diversi giovani nel centro città.
Tre aggressioni a carattere omofobo si sono verificate nel centro di Bologna nell'arco di circa venti giorni, richiamando l'attenzione delle istituzioni cittadine e della comunità LGBTQIA+ locale. L'ultimo caso è avvenuto il 30 settembre tra via Mascarella e via Belle Arti, in pieno giorno.
Secondo il racconto delle persone coinvolte, tre ragazzi si trovavano all'incrocio tra via Mascarella e via Belle Arti quando un uomo, con una bottiglia in mano, avrebbe rivolto al gruppo insulti omofobi e razzisti accompagnati da minacce. Tra i presenti c'era il poeta Giorgiomaria Cornelio, 29 anni. Uno dei ragazzi, uno studente ventenne italiano di origini mediorientali, è stato colpito con uno schiaffo e gli occhiali si sono rotti. È stata chiamata la polizia, intervenuta sul posto.
Il sindaco Matteo Lepore è intervenuto sul caso sottolineando il problema più generale: "C'è un bullismo costante nei confronti di chiunque e purtroppo è perché si è sdoganato un linguaggio dell'odio e una violenza quotidiana che credo vada assolutamente respinta", ha detto. "Denunciare è importante – ha aggiunto –. Siamo al loro fianco". Lepore ha inoltre affermato che "Bologna ha gli anticorpi per poterlo fare".
Anche la vicesindaca Emily Clancy ha contattato le persone aggredite subito dopo l'accaduto e ha espresso "la massima vicinanza e solidarietà mia e dell'Amministrazione comunale alle vittime di questa nuova terribile aggressione". Clancy ha reso disponibile lo sportello antidiscriminazioni del Comune, in collegamento con la rete dei centri antidiscriminazione del territorio, per offrire "supporto, tutela e orientamento".
La vicesindaca ha annunciato inoltre che il caso sarà portato all'attenzione del tavolo interistituzionale sul contrasto alla violenza di genere, al quale partecipano Questura, Prefettura, centri antiviolenza, tribunali e istituzioni, e ha comunicato la sua partecipazione all'assemblea convocata dalla comunità LGBTQIA+ il 1 ottobre "in posizione di ascolto".
Clancy ha sottolineato che, nell'ultimo episodio, le persone coinvolte hanno riferito di essere state prese di mira anche con insulti legati alle loro origini: "C'è un tema cruciale che voglio sottolineare con forza... in questa ultima aggressione, le vittime sono state prese di mira e insultate anche per il loro background migratorio". Per la vicesindaca si tratta di "una violenza doppiamente odiosa, volta a colpire le minoranze". Ha inoltre riportato che gli aggrediti hanno rilevato la fragilità sociale e psichica dell'aggressore e hanno invitato a non rispondere all'odio con altro odio.
Il gruppo del Partito Democratico in Comune, con la consigliera comunale Giorgia De Giacomi, ha condannato l'episodio definendolo "la terza in due settimane" e ha espresso "abbraccio e solidarietà" alle persone colpite. De Giacomi ha richiamato la storia di Bologna come città di diritti e ha ribadito l'impegno del gruppo per "contrastare ogni discriminazione, promuovere l'educazione al rispetto e sostenere, insieme alle associazioni LGBTQIA+, chi subisce violenza".
La sequenza di aggressioni era iniziata nella notte tra il 12 e il 13 settembre nella zona tra via San Felice e il Pratello. Un ragazzo di 29 anni, insieme a due amiche, ha denunciato di essere stato preso di mira da un gruppo numeroso (secondo il suo racconto almeno una decina di persone), ricevendo insulti omofobi, accerchiamento, spintoni e percosse. Il giovane si è poi rivolto allo Spazio Cassero e al centro antidiscriminazioni prima di presentare denuncia in Questura; ha raccontato ricadute sulla propria vita quotidiana, compresa la paura di uscire la sera.
Nella notte del 25 settembre, nei pressi di Porta Mascarella, due ragazzi di 29 anni che si tenevano per mano sono stati insultati e poi aggrediti da un gruppo. Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, dopo gli insulti sarebbe intervenuto un gruppo numeroso. Uno dei due giovani è stato colpito con calci e pugni ed è stato accompagnato in ospedale per accertamenti; il nucleo radiomobile dei carabinieri ha avviato le indagini per identificare i responsabili.
Dopo quei fatti Palazzo d'Accursio aveva già reagito, con Lepore e Clancy che avevano sottolineato come gesti quotidiani quali tenersi per mano non possano essere motivo di violenza. Il Comune aveva inoltre ribadito l'intenzione di costituirsi parte civile nei procedimenti per reati di matrice discriminatoria e legati all'odio.
I tre episodi ravvicinati hanno richiamato anche l'attenzione sul fenomeno più ampio delle discriminazioni che non sempre vengono denunciate. Secondo il Cassero, sono più di cento ogni anno le persone che chiedono aiuto al suo centro antidiscriminazioni, con segnalazioni che arrivano mediamente ogni due giorni.
L'appello delle istituzioni cittadine è rivolto a non lasciare sole le persone che subiscono violenza e a denunciare gli episodi: "Denunciare è importante. Siamo al loro fianco", ha ribadito il sindaco Lepore.