Bologna · 30 Settembre 2026

Trovato a Bologna il secondo cellulare di Abderrahim Fakir: consegnato un amico di famiglia

Il dispositivo mancava dall’indagine sulla morte del 42enne al Pilastro; il 2 ottobre consulenti per l’autopsia si riuniranno per valutare i risultati

Il secondo cellulare di Abderrahim Fakir, scomparso dalle rilevazioni degli investigatori nelle settimane successive alla morte del 42enne, è stato consegnato nei giorni scorsi alla Procura di Bologna da un amico di famiglia.

I pm avevano già acquisito un primo smartphone; il secondo dispositivo, che mancava all’appello, era stato custodito per settimane dall’amico della vittima perché preoccupato di salvaguardare la privacy delle conversazioni contenute al suo interno. Dopo un confronto con l’avvocato Fabio Anselmo, che rappresenta la famiglia Fakir, la persona — ritenuta totalmente estranea ai fatti — si è recata in Procura ed è stata sentita nell’ambito dell’inchiesta.

L’inchiesta per omicidio colposo coinvolge i due poliziotti intervenuti, di 23 e 28 anni, e quattro volontari della Croce Rossa presenti al momento dell’arresto. Sui contenuti del secondo telefono saranno effettuati gli stessi accertamenti disposti dai pm Morena Plazzi, Domenico Ambrosino e Francesca Arienti, coordinati dal procuratore capo Paolo Guido, già eseguiti sul primo dispositivo.

Gli investigatori intendono selezionare dal dispositivo i materiali utili a ricostruire le ore precedenti alla morte di Fakir — ad esempio con chi fosse e cosa avesse fatto — e verificare, tramite eventuali foto di ricette mediche, le patologie pregresse e gli elementi che possano spiegare la cosiddetta “crisi psichica” per la quale vennero inviati sul posto la volante della polizia e l’ambulanza infermieristica della Croce Rossa.

Secondo le ricostruzioni finora emerse, la notte precedente al decesso Fakir avrebbe trascorso la serata con un conoscente residente al Pilastro; il pomeriggio successivo si sarebbe trovato in via Italo Svevo in stato di escandescenza. Le indagini continuano a concentrarsi anche sulla catena dei soccorsi e sulle possibili ripercussioni della manovra di contenimento impiegata dagli agenti sul fisico del 42enne.

Quanto agli esiti dell’esame autoptico, i consulenti di tutte le parti si riuniranno nuovamente il 2 ottobre per valutare i riscontri degli accertamenti, tra cui la presenza di sangue nei polmoni e la positività alla cocaina.

Fonte: Raccontiamo Bologna

Torna a Bologna