Bologna · 29 Settembre 2026

Cellulari al centro del processo per la morte di Daniela Gaiani: in aula l'analisi forense

Il consulente della Procura ha illustrato dati estratti dagli smartphone della vittima e dell'indagato, tra cui la modalità 'debug' e le connessioni Wi‑Fi

In aula è stata presentata l'analisi forense sui due smartphone collegati al caso della morte di Daniela Gaiani, trovata senza vita nella sua abitazione di Castello d'Argile il 5 settembre 2021, e su quello del marito indagato a piede libero, Leonardo Magri.

Il consulente della Procura, Giuseppe Ferraro, ha illustrato i risultati delle verifiche tecniche. Secondo il perito l'ipotesi è che il cellulare di Gaiani sia rimasto acceso tra la notte del 4 settembre e il mattino successivo, momento in cui Magri si è accorto del decesso e ha chiamato il 118, senza però fare riferimento a una possibile impiccagione.

Ferraro ha spiegato che ogni volta che il telefono viene acceso si collega automaticamente alla rete Wi‑Fi, un elemento che sembra contraddire la prima relazione del 2021 secondo la quale il dispositivo sarebbe stato spento manualmente alle 23:36, orario in cui — sempre secondo quanto emerso — Magri non si trovava in casa.

Il consulente ha inoltre osservato l'assenza di ricerche nel telefono della donna riconducibili a un intento di suicidio. "All’interno del telefono cellulare di Daniela si vede una persona solare, a cui piace l’arte e l’opera lirica. Ma nessuna ricerca che in merito a un intento di suicidio", ha detto Ferraro, aggiungendo che, a suo dire, in altri casi di suicidio sono spesso presenti ricerche sul tema.

Particolare rilievo è stata dato allo stato del dispositivo al momento del sequestro: il telefono della vittima era in modalità "debug", un'interfaccia accessibile soprattutto a utenti esperti. Il perito ha escluso che fosse stata la stessa Gaiani a impostarla, citando la sua inesperienza informatica.

Dalle foto e dalle chat acquisite, ha poi riferito il consulente, emergono elementi sulle personalità dei due ex coniugi: la passione di lei per l'arte e la lirica e alcune immagini che ritraggono lividi sul volto e sul costato; lui, ha osservato Ferraro, risulterebbe protagonista di messaggi con altre donne, definito dal perito come "un farfallone amoroso".

Il pubblico ministero Giampiero Nascimbeni sostiene che l'imputato abbia ucciso l'ex moglie per poter intrattenere liberamente una relazione extraconiugale; si tratta dell'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi e dall'elemento affettivo. L'imputato è presente in aula difeso dall'avvocato Ermanno Corso.

Per la giornata è prevista anche la deposizione di tre testimoni delle parti civili, assistite dall'avvocata Barbara Iannuccelli dell'associazione La Caramella Buona e dall'avvocato Alberto Bova, che rappresentano rispettivamente la sorella della vittima, Angela Gaiani, e la madre.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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