Bologna · 28 Settembre 2026

Ustica, Bonfietti chiede a Francia, Stati Uniti e Nato risposte prima dell'udienza del 30 settembre

Alla conferenza in Senato l'appello della presidente dell'Associazione Parenti delle Vittime a non chiudere le indagini sulla tragedia del 27 giugno 1980

La presidente dell'Associazione Parenti delle Vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti, è intervenuta stamattina in Senato alla conferenza stampa "Ustica non si archivia" esortando a ottenere maggiori chiarimenti da Francia, Stati Uniti e Nato. "Si devono pretendere altre risposte dalla Francia, dall’America, dalla Nato perché non si può aspettare ancora", ha detto Bonfietti, sottolineando che dopo 46 anni è necessario proseguire le indagini.

Bonfietti ha richiamato l'episodio del 27 giugno 1980, quando il Dc9 Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo precipitò nel Tirreno con 81 persone a bordo. La presidente dei familiari ha detto di non voler accettare la chiusura delle indagini, e ha indicato la necessità di nuovi accertamenti, in particolare sul piano internazionale.

Sulle ragioni che hanno portato la Procura di Roma a chiedere l'archiviazione, Bonfietti ha ricordato che i pm sostengono di non essere riusciti a individuare con certezza gli autori materiali dell'abbattimento del velivolo. Allo stesso tempo, ha osservato, nelle circa 450 pagine depositate dalla Procura ci sarebbero elementi che, a suo avviso, richiedono ulteriori approfondimenti.

La presidente dell'Associazione ha elencato alcuni punti ritenuti rilevanti: la presunta presenza della portaerei francese Foch nel Tirreno, che la Francia avrebbe sempre negato; la testimonianza di un addetto militare presente allo Shape della Nato che quella notte avrebbe seguito la caduta del Dc9 e i relativi commenti nella sede di Bruxelles; e la partenza, dalla base di Grazzanise, di aerei americani e francesi nella stessa notte.

Per questi motivi l'Associazione sostiene che il giudice per le indagini preliminari debba respingere la richiesta di archiviazione, perché sarebbero ancora possibili nuove rogatorie e approfondimenti nei confronti di Stati esteri e dell'Alleanza Atlantica.

Bonfietti ha inoltre ricostruito i contatti avuti con il governo: in occasione del 46° anniversario della strage aveva chiesto un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per sollecitare l'intervento dell'Avvocatura dello Stato. Ha detto che il sottosegretario Mantovano avrebbe poi dato un input all'Avvocatura, che il 30 settembre presenterà al Gip le motivazioni per chiedere la non archiviazione.

La presidente dell'Associazione ha definito questa fase processuale "importante" e ha rivolto un appello alla magistratura, alla politica e alla società civile affinché si continui a cercare la verità completa sulla morte delle 81 persone a bordo del Dc9. "Accettare l'archiviazione significherebbe non riuscire a scrivere tutta la verità sulla vicenda", ha detto Bonfietti, ribadendo l'obiettivo di individuare anche gli autori materiali dell'abbattimento.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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