Tentata estorsione a Bologna: arrestato un 40enne dopo il 'cavallo di ritorno' per un cellulare
La vittima, una ventenne, aveva chiamato il proprio numero; il recupero del Samsung A53 è avvenuto grazie all'intervento di un tassista e all'arrivo della volante
Intorno alle 17:50 di sabato scorso una giovane italiana di 20 anni si trovava fuori da un albergo in via Larga per seguire una lezione di preparazione a un test universitario. Aveva lasciato il suo Samsung Galaxy A53 nella tasca posteriore dei jeans; il valore del telefono è stato stimato intorno ai 350 euro.
Circa dieci minuti dopo, una volta entrata in aula, la ragazza si è accorta che il cellulare era sparito. Ha chiamato il proprio numero usando il telefono di un amico: ha risposto la persona che, secondo la ricostruzione, lo aveva rubato e le avrebbe chiesto 150 euro per restituirlo.
La vittima ha fissato un appuntamento davanti all’ingresso dell’hotel e nel frattempo ha chiesto a un docente di chiamare il 112. Sul posto è intervenuta una volante della Polizia di Stato.
Poco dopo è sopraggiunto un taxi con a bordo il presunto autore del furto. L’autista ha riconsegnato il cellulare alla giovane, raccontando di averlo caricato nei pressi della stazione e di aver intuito che qualcosa non andava ascoltando la conversazione tra il passeggero e la vittima. Avvisata dal tassista, la giovane si è portata sul luogo dell’appuntamento: il presunto responsabile, vistosi scoperto, avrebbe abbandonato il telefono in auto e ha tentato di allontanarsi, ma è stato bloccato dagli agenti.
Accompagnato negli uffici di polizia, l’uomo è risultato gravato da numerosi precedenti, tra cui reati contro la persona, il patrimonio e in materia di immigrazione. È stato arrestato per tentata estorsione e trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida.