Indagine per minacce a Lepore: 18 indagati e un minorenne coinvolto
La Digos prosegue gli accertamenti; il fascicolo principale è coordinato dal pm Andrea De Feis
L’indagine avviata per i messaggi d’odio indirizzati al sindaco Matteo Lepore si è estesa a diciotto persone. Tra gli indagati figura anche un minorenne la cui posizione sarà seguita dalla Procura per i minorenni del capoluogo emiliano.
Il fascicolo principale è coordinato dal sostituto procuratore Andrea De Feis. Al momento le persone iscritte nel registro degli indagati sono accusate di minaccia aggravata dall’utilizzo di strumenti informatici, ma il numero potrebbe aumentare in seguito ai controlli ancora in corso da parte della Digos.
Gli accertamenti hanno riguardato centinaia di commenti pubblicati sui profili social del primo cittadino e numerosi messaggi inviati direttamente alla sua casella di posta elettronica. Alcune intimidazioni avrebbero coinvolto anche familiari di Lepore e, in un caso, sarebbe stato diffuso l’indirizzo di una sua precedente abitazione.
L’ondata di messaggi è esplosa dopo la manifestazione organizzata per Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il 19 luglio al Pilastro dopo essere stato immobilizzato a terra da due poliziotti. Il corteo del 20 luglio si è poi trasformato in scontri, con danneggiamenti e tensioni nel centro di Bologna. Nei giorni successivi Lepore ha presentato denuncia e gli è stata assegnata la scorta.
Secondo quanto emerso finora, non risultano elementi che indichino un’azione coordinata tra gli indagati. Gli investigatori stanno dunque esaminando separatamente le diverse posizioni e cercando di identificare gli autori di altri contenuti ritenuti minacciosi.
Parallelamente, il legale del sindaco, l’avvocato Tommaso Guerini, dovrebbe presentare nei prossimi giorni un nuovo esposto per alcune ipotesi di diffamazione, secondo quanto riferito dall’agenzia Dire.