Bologna · 17 Agosto 2026

Incidenti in montagna: Uncem pubblica un decalogo dopo casi che interessano anche residenti bolognesi

Negli ultimi mesi soccorsi e una vittima; l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani invita a informarsi, scegliere itinerari adeguati e rispettare i territori

Incidenti in montagna: Uncem pubblica un decalogo dopo casi che interessano anche residenti bolognesi

Come spesso accade nella stagione estiva, le cronache hanno riportato nelle ultime settimane diversi incidenti durante escursioni in montagna, alcuni dei quali riguardano persone residenti nell’area bolognese. A Ferragosto un’alpinista di 39 anni residente a Imola è rimasta sospesa nel vuoto dopo essere scivolata in Val di Fassa ed è stata recuperata dal Soccorso alpino. Il giorno dopo due giovani escursioniste sono rimaste bloccate sulla strada verso un rifugio in provincia di Udine a causa del maltempo.

Tra gli episodi citati dall’articolo, a maggio scorso aveva perso la vita una ragazza di 23 anni di Zola Predosa, precipitata lungo una ferrata nella zona del Passo Gardena. Sempre a maggio un escursionista di 39 anni originario di Budrio era stato soccorso dopo un malore sulla vetta di Cima Tauffi, nell’Appennino modenese.

Di fronte a questi fatti Uncem - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani ha ribadito l’importanza della prudenza e ha diffuso un vero e proprio decalogo rivolto a escursionisti, villeggianti e visitatori. Tra le raccomandazioni indicate figurano la scelta di itinerari adeguati alla propria preparazione, lo studio del percorso prima della partenza e l’informazione a familiari o amici sulla destinazione e sul percorso scelto per facilitare eventuali interventi di soccorso.

Il documento di Uncem sottolinea inoltre la necessità di considerare i paesi montani come comunità di vita, non solo come mete turistiche: “La montagna accoglie sempre – sottolinea Uncem –, ma serve un patto di rispetto e di fiducia che parta dai turisti e dalle persone in arrivo sui territori”. Il testo avverte che “I paesi, non sono borghi, sono tutti accoglienti, ma ciascuno ha precise caratteristiche” e invita a informarsi sui siti degli enti locali prima di partire.

Uncem pone infine l’accento sul ruolo economico e sociale delle attività commerciali locali: entrare in un bar, pranzare in un ristorante o acquistare prodotti locali è definito un contributo alla sopravvivenza economica e sociale dei piccoli centri. Nel decalogo si suggerisce di privilegiare portali territoriali per gli acquisti online e di favorire consumi nei negozi dei paesi, riassunto nello slogan “Compra in valle. Non portare tutto”.

L’associazione ricorda che il paesaggio montano è il risultato dell’interazione tra ambiente e comunità e che il turismo può contribuire alla rigenerazione dei territori se rispetta equilibri naturali e sociali. Tra le misure citate per regolare i flussi e sostenere i servizi locali, Uncem fa riferimento a parcheggi a pagamento, navette, strade a pedaggio e ad eventuali sistemi di regolazione dei sentieri, con entrate da reinvestire in servizi, manutenzione e promozione del territorio: “Non tutto è gratis - conclude Uncem - Ma quell’euro investito bene sul territorio ti darà il centuplo”.

Le raccomandazioni dell’associazione nascono dalla considerazione che, oltre al rischio di incidenti, è necessario rispettare chi vive nelle comunità montane e i servizi che le sostengono.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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