Incidenti in montagna: Uncem pubblica un decalogo dopo casi che interessano anche residenti bolognesi
Negli ultimi mesi soccorsi e una vittima; l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani invita a informarsi, scegliere itinerari adeguati e rispettare i territori
Come spesso accade nella stagione estiva, le cronache hanno riportato nelle ultime settimane diversi incidenti durante escursioni in montagna, alcuni dei quali riguardano persone residenti nell’area bolognese. A Ferragosto un’alpinista di 39 anni residente a Imola è rimasta sospesa nel vuoto dopo essere scivolata in Val di Fassa ed è stata recuperata dal Soccorso alpino. Il giorno dopo due giovani escursioniste sono rimaste bloccate sulla strada verso un rifugio in provincia di Udine a causa del maltempo.
Tra gli episodi citati dall’articolo, a maggio scorso aveva perso la vita una ragazza di 23 anni di Zola Predosa, precipitata lungo una ferrata nella zona del Passo Gardena. Sempre a maggio un escursionista di 39 anni originario di Budrio era stato soccorso dopo un malore sulla vetta di Cima Tauffi, nell’Appennino modenese.
Di fronte a questi fatti Uncem - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani ha ribadito l’importanza della prudenza e ha diffuso un vero e proprio decalogo rivolto a escursionisti, villeggianti e visitatori. Tra le raccomandazioni indicate figurano la scelta di itinerari adeguati alla propria preparazione, lo studio del percorso prima della partenza e l’informazione a familiari o amici sulla destinazione e sul percorso scelto per facilitare eventuali interventi di soccorso.
Il documento di Uncem sottolinea inoltre la necessità di considerare i paesi montani come comunità di vita, non solo come mete turistiche: “La montagna accoglie sempre – sottolinea Uncem –, ma serve un patto di rispetto e di fiducia che parta dai turisti e dalle persone in arrivo sui territori”. Il testo avverte che “I paesi, non sono borghi, sono tutti accoglienti, ma ciascuno ha precise caratteristiche” e invita a informarsi sui siti degli enti locali prima di partire.
Uncem pone infine l’accento sul ruolo economico e sociale delle attività commerciali locali: entrare in un bar, pranzare in un ristorante o acquistare prodotti locali è definito un contributo alla sopravvivenza economica e sociale dei piccoli centri. Nel decalogo si suggerisce di privilegiare portali territoriali per gli acquisti online e di favorire consumi nei negozi dei paesi, riassunto nello slogan “Compra in valle. Non portare tutto”.
L’associazione ricorda che il paesaggio montano è il risultato dell’interazione tra ambiente e comunità e che il turismo può contribuire alla rigenerazione dei territori se rispetta equilibri naturali e sociali. Tra le misure citate per regolare i flussi e sostenere i servizi locali, Uncem fa riferimento a parcheggi a pagamento, navette, strade a pedaggio e ad eventuali sistemi di regolazione dei sentieri, con entrate da reinvestire in servizi, manutenzione e promozione del territorio: “Non tutto è gratis - conclude Uncem - Ma quell’euro investito bene sul territorio ti darà il centuplo”.
Le raccomandazioni dell’associazione nascono dalla considerazione che, oltre al rischio di incidenti, è necessario rispettare chi vive nelle comunità montane e i servizi che le sostengono.