Bologna · 25 Settembre 2026

Presidio a Calderara per la vertenza di Somaglia: Si Cobas chiede un tavolo su continuità occupazionale

Un picchetto davanti al deposito di Lippo di Calderara ha fermato le spedizioni; il sindacato denuncia il rischio di esclusione per una sessantina di addetti

La mobilitazione ha origine nell’hub Ups di Somaglia, in provincia di Lodi, ma ieri mattina si è svolta anche davanti al deposito di Lippo di Calderara, alle porte di Bologna. I lavoratori sostenuti da Si Cobas hanno allestito un picchetto che ha fermato il turno delle spedizioni.

Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri; secondo la cronaca non risultano scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.

Al centro della protesta c’è il futuro degli addetti esclusi dal lavoro nel magazzino lodigiano con l’avvicinarsi del cambio di appalto, atteso entro il 30 settembre. Tiziano Loreti di Si Cobas ha dichiarato che il numero delle persone coinvolte è cresciuto nei giorni scorsi e che «questa mattina siamo arrivati a 60». I delegati Andrea Tagliaferri e Mario Avila hanno invece riferito che nel sito di Somaglia lavorano circa 200 persone e hanno indicato gli addetti coinvolti nella vertenza in «una settantina».

Secondo il sindacato, la società subentrante non avrebbe intenzione di assumere questi lavoratori; Si Cobas interpreta l’esclusione come un tentativo di allontanare dal magazzino iscritti al sindacato. Si tratta di un’accusa sindacale sulla quale non è riportata una replica delle aziende coinvolte.

La richiesta avanzata dai delegati e dal sindacato è che Ups, la società uscente e quella subentrante si siedano a un tavolo per discutere il futuro degli addetti e le tutele previste in caso di cambio di appalto. Per Si Cobas l’obiettivo resta la continuità occupazionale di tutte le persone coinvolte, e il sindacato chiede una risposta prima del passaggio alla nuova gestione.

Fonte: Raccontiamo Bologna

Torna a Bologna