Bologna · 23 Settembre 2026

Operazione "Mineral": a Bologna un arresto e perquisizioni per un presunto traffico di migranti verso il Regno Unito

Indagine internazionale coordinata con Europol; sei provvedimenti di arresto in più Paesi, sequestrati 39.000 euro a Bologna

Un'indagine internazionale contro il favoreggiamento dell'immigrazione irregolare, denominata "Mineral", ha portato a arresti, perquisizioni e sequestri in diversi Stati europei. Le attività investigative, svolte con il supporto di Europol e dello SCIP, hanno interessato Italia, Gran Bretagna, Spagna, Austria e altri Paesi. Complessivamente sono sei le persone destinatarie di provvedimenti di arresto tra Italia, Spagna e Regno Unito.

A Bologna la Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica e nell'ambito di rogatorie internazionali, ha collaborato con le autorità britanniche all'esecuzione delle misure. In città sono state eseguite un mandato di arresto internazionale e quattro perquisizioni delegate; la Questura ha riferito che cinque persone, in particolare, risultano coinvolte a Bologna nell'operazione.

Durante una conferenza stampa in Piazza Galilei il commissario capo Giacomo Uboldi ha spiegato che l'arrestato a Bologna è un quarantenne di origine pakistana, residente in città da decenni, che sarà posto davanti alla Corte d'appello per l'udienza di convalida. L'uomo è accusato dei reati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di riciclaggio. Nel corso delle perquisizioni in città sono stati sequestrati 39.000 euro in contanti, su cui sono in corso accertamenti.

Uboldi ha inoltre riferito che, nell'ambito degli accertamenti, sono stati svolti quattro colloqui alla presenza di avvocati d'ufficio: tre persone hanno deciso di fornire la loro versione dei fatti, mentre un quarto soggetto si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo gli investigatori britannici, che hanno ricostruito i movimenti sospetti, il traffico sarebbe stato attivo almeno da due anni e avrebbe coinvolto persone provenienti dall'Asia dirette verso aeroporti del Regno Unito con transito via Irlanda.

Gli elementi ricostruiti indicano che il percorso prevedeva l'arrivo in Europa con documenti sui quali erano apposti visti turistici; in una fase successiva i documenti originali venivano distrutti e sostituiti con altri forniti dal network, alcuni dei quali prodotti in Pakistan. Con i nuovi documenti, i migranti venivano trasferiti a Belfast con taxi sfruttando la Common Travel Area, per poi proseguire con voli interni verso destinazioni in Inghilterra. Gli investigatori hanno indicato il coinvolgimento di 18 aeroporti nel meccanismo.

La Questura ha poi precisato che, sempre secondo le indagini, parte dell'organizzazione sarebbe stata presente a Bologna e che il quarantenne arrestato avrebbe avuto collaboratori locali. Sono state individuate due agenzie di viaggio felsinee che si occupavano dell'organizzazione dei voli dall'Asia all'Europa e delle prenotazioni.

L'attività investigativa ha avuto dimensione europea: oltre a Gran Bretagna e Italia, le indagini hanno coinvolto Belgio, Finlandia, Irlanda, Islanda, Svezia, Portogallo, Paesi Bassi e Norvegia.

Le persone coinvolte nelle misure restano presumibilmente innocenti fino a sentenza definitiva; le informazioni riportate provengono dalle comunicazioni ufficiali della Polizia di Stato e dalla conferenza stampa in Piazza Galilei.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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