Bologna · 23 Settembre 2026

Lepore: calo dei reati frutto di collaborazione istituzionale. Coalizione civica dice no alle 'zone rosse'

Il sindaco parla di ‘risultato positivo’, mentre Coalizione civica contesta lo strumento e chiede trasparenza sui dati

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha commentato il recente calo dei reati in città definendolo «un risultato positivo della collaborazione tra istituzioni». Pur evitando di esprimersi direttamente sulle cosiddette zone rosse, Lepore ha insistito sull'importanza del dialogo e della cooperazione: «ognuno mettendo quello che deve, perché la sicurezza è un diritto dei cittadini e le istituzioni devono lavorare insieme». Ha inoltre richiamato la necessità di abbinare ai pattugliamenti investimenti, lavoro sociale e sanitario e un’attività basata sugli esposti e le denunce dei cittadini, ricordando che «si è fatto il posto di polizia in modo congiunto».

Diversa e più netta la posizione del gruppo di Coalizione civica, che si è detto contrario alla proroga di sei mesi della misura. Secondo la Dire, il capogruppo comunale Detjon Begaj ha affermato: «Noi abbiamo sempre contestato lo strumento, e siamo contro le zone rosse». Begaj ha però precisato che il gruppo è favorevole alla collaborazione istituzionale: «Non siamo mai stati quelli che pensano che non ci debba essere. Chi pensa questo non fa i conti con il fatto che il Comitato per l'ordine pubblico ha una serie di soggetti che devono discutere per forza di cose delle questioni, poi ovviamente quando le cose non vanno bene vanno contestate in maniera aperta».

Il commento del capogruppo riguarda l’ultima proroga di sei mesi, per la quale si attende ancora la pubblicazione dell’ordinanza che conterrà le motivazioni. Begaj ha osservato che tali motivazioni «sono sempre interessanti, perché contraddittorie tra un’ordinanza e l’altra». Ha sostenuto che «i controlli non hanno bisogno delle zone rosse», definendo la misura come quella che prevede «l'allontanamento di soggetti molesti e pericolosi, secondo criteri assolutamente vaghi, che devono essere eccezionali e temporanei mentre noi ormai andiamo verso i due anni e mezzo. Quindi non è più una questione emergenziale, ma strutturale».

Begaj ha inoltre denunciato la mancanza dei dati sugli allontanamenti, «non ci sono più, non vengono forniti», e ha richiamato la necessità di trasparenza prima di collegare il calo dei reati all'uso delle zone rosse. Secondo il consigliere, operare con le zone rosse comporta «dei controlli di massa che sono anche una profilazione», e nonostante siano stati fatti accessi civici i dati sugli allontanamenti non sono stati messi a disposizione. «Questa non è ideologia, è trasparenza nel comprendere a cosa serve uno strumento, a cosa no e a cosa produce nel concreto. Se i reati sono in calo siamo solo contenti e soddisfatti, più c'è trasparenza sull'elemento dei reati e più la cittadinanza può essere accompagnata a comprendere quello che succede nel proprio quartiere», ha concluso Begaj.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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