Indagine internazionale sul traffico di migranti: a Bologna un arresto e perquisizioni, sequestrati 39mila euro
La Questura: cinque persone coinvolte in città; operazione coordinata con Europol e autorità britanniche
Un'operazione internazionale contro il favoreggiamento dell'immigrazione irregolare ha coinvolto anche Bologna, con arresti, perquisizioni e sequestri coordinati con Europol e con il supporto dello SCIP (Servizio di cooperazione internazionale di polizia). Le autorità hanno disposto provvedimenti di arresto in Italia, Spagna e Regno Unito, per un totale di sei persone destinatarie di misure, e dieci perquisizioni complessive che hanno interessato anche Austria e Regno Unito. Gli investigatori indicano 18 aeroporti europei coinvolti nel presunto meccanismo e, a Bologna, il sequestro di 39.000 euro in contanti è tra i risultati delle verifiche.
Secondo la Questura, a Bologna sono cinque le persone coinvolte nell'operazione. In città è stato eseguito un mandato di arresto internazionale e sono state effettuate quattro perquisizioni delegate. Alla conferenza stampa tenuta nella mattina del 23 settembre 2026 in Piazza Galilei, alla quale hanno partecipato anche alcuni agenti britannici coinvolti nelle indagini, il commissario capo Giacomo Uboldi ha spiegato che «abbiamo eseguito una misura in carcere e il soggetto arrestato, un quarantenne di origine pakistana in città da decenni, sarà posto a Corte d'appello per l'udienza di convalida».
Uboldi ha aggiunto che, durante le attività, sono stati effettuati «quattro colloqui alla presenza degli avvocati d'ufficio»: tre persone hanno deciso di parlare e hanno fornito la loro versione dei fatti, mentre un quarto si è avvalso della facoltà di non rispondere. L'uomo arrestato è accusato dei reati di associazione a delinquere volta al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di riciclaggio; si tratta di accuse in corso di accertamento nel rispetto della presunzione di innocenza.
Dalle ricostruzioni degli investigatori britannici, proposte anche in sede di cooperazione con la Polizia italiana, emerge l'esistenza di un sistema operativo da almeno due anni. Il gruppo, secondo quanto riferito, organizzava l'arrivo di persone dall'Asia in Europa con visti turistici su documenti veri per il primo tratto del viaggio; i documenti venivano poi distrutti e sostituiti con altri forniti dal network. I migranti sarebbero stati trasferiti a Belfast in taxi sfruttando la Common Travel Area e, da lì, avrebbero raggiunto l'Inghilterra con voli interni.
Il commissario Uboldi ha anche indicato che «probabilmente parte di questa organizzazione si trovava a Bologna» e che il quarantenne arrestato era ritenuto un «regista» dell'attività; secondo la Questura, due agenzie di viaggio bolognesi avrebbero curato la tratta dei voli dall'Asia all'Europa e le prenotazioni connesse. Sono in corso accertamenti sul denaro sequestrato e sulle posizioni delle persone coinvolte.
L'attività investigativa ha assunto dimensioni europee con il coinvolgimento, oltre a Gran Bretagna e Italia, di Belgio, Finlandia, Irlanda, Islanda, Svezia, Portogallo, Paesi Bassi e Norvegia, sempre con il coordinamento e il supporto delle autorità partner e di Europol.