Bologna · 14 Settembre 2026

Dal cellulare di Pietro Gugliotta emergono ricerche su 'Uno Bianca' e sulla pensione

Gli esami forensi sullo smartphone dell'ex gregario, trovato morto a Colle d’Arba a gennaio, hanno evidenziato centinaia di ricerche; la Procura di Bologna ha disposto il sequestro dei dispositivi

Dal cellulare di Pietro Gugliotta emergono ricerche su 'Uno Bianca' e sulla pensione

Gli esami sui dispositivi elettronici di Pietro Gugliotta hanno messo in luce ricerche sul web relative alla Uno Bianca e alla «pensione», nell’ambito della nuova indagine della Procura di Bologna sui delitti attribuiti alla banda guidata da Alberto, Roberto e Fabio Savi.

Gugliotta, 65 anni, è stato trovato impiccato lo scorso gennaio nella sua abitazione di Colle d’Arba, dove viveva con la seconda moglie. Non ha lasciato biglietti d’addio e, secondo gli investigatori, la dinamica del decesso è certa. Dopo la scarcerazione avvenuta nel 2008 (aveva scontato 14 anni di una condanna a 20 anni per le rapine compiute a Rimini e per supporto logistico, ma non per gli omicidi), si era trasferito in provincia di Pordenone per ricostruirsi una vita.

Smartphone e computer di Gugliotta sono stati sequestrati dai carabinieri lo scorso maggio, nel sopralluogo disposto dai pm Lucia Russo e Andrea de Feis subito dopo la notizia del suicidio. Dalle copie forensi dei dispositivi emergono 1.650 ricorrenze della parola «pensione» nell’incidente probatorio; per «suicidio» non risultano ricerche. Le espressioni «Uno bianca» o «Uno bianca ultime notizie» risultano invece accessate 13 volte.

Una delle ricerche documentate risale alle 7:30 della mattina della Vigilia di Natale 2025. Gli avvocati Alessandro Gamberini e Luca Moser, che assistono l’Associazione delle Vittime della Uno Bianca, hanno definito l’orario e la data «quanto meno curiosi» e suggerito che verso la fine del 2025 Gugliotta potrebbe aver verificato elementi ritenuti urgenti. I legali hanno invitato a svolgere ulteriori riflessioni e accertamenti sui contatti presenti nei dispositivi.

Le copie forensi mostrano inoltre che Gugliotta si teneva informato sugli sviluppi processuali e sulle ricostruzioni del passato: ha visionato su YouTube blog e trasmissioni sulla Uno Bianca e estratti di udienze, tra cui la sua deposizione in Corte d’Assise, quella di Eva Mikula — testimone ed ex compagna di Fabio Savi — e la testimonianza di un consulente balistico nell’udienza del 20 dicembre 1996.

La notizia della sua morte era stata diffusa pochi giorni dopo la trasmissione in cui Alberto Savi, ospite di «Belve Crime», aveva affermato che le azioni di sangue della banda avrebbero goduto della protezione dei servizi segreti italiani. Pur non essendo stato imputato per gli omicidi nella verità giudiziaria, Gugliotta era a conoscenza delle nuove indagini sulla vicenda che provocò 24 vittime e oltre 100 feriti, e sapeva che i magistrati avrebbero potuto chiamarlo a riferire, sebbene non avesse ricevuto alcun avviso formale. Manteneva contatti con la sua avvocata, Stefania Mannino.

Secondo gli avvocati Gamberini e Moser, dagli accertamenti sui dispositivi potrebbero emergere ulteriori spunti investigativi, anche dall’analisi dei contatti presenti nei supporti informatici.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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