Bologna · 14 Settembre 2026

Zuppi: dalla scuola un impegno concreto contro la violenza

L'arcivescovo di Bologna invita studenti, insegnanti e famiglie a coltivare il dialogo e il rispetto delle differenze

Zuppi: dalla scuola un impegno concreto contro la violenza

Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha rivolto un messaggio agli studenti, agli insegnanti e a tutto il mondo della scuola bolognese alla vigilia della ripresa delle lezioni, sollecitando un impegno contro la violenza a partire dalle aule.

Secondo Zuppi, la scuola è più che un luogo di apprendimento: è dove si impara a convivere e a gestire le diversità e i conflitti. "Una buona scuola è anche quella in cui combattiamo la violenza con l'incontro continuo, con il dialogo perseverante, con l'attenzione sincera all'altro", scrive l'arcivescovo.

Il cardinale richiama il valore del rapporto con l'altro e la capacità di riconoscersi nonostante le differenze: "L'altro non è un nemico, è un fratello che non mi riconosce e se anche io non lo riconosco è la fine della fraternità. E dell'umanità. Invece siamo umani, fatti per vivere insieme", afferma Zuppi, in un appello rivolto proprio mentre migliaia di studenti tornano sui banchi.

L'esortazione è a rendere la scuola "piena di significato" mediante attenzione, incontro e ascolto reciproco. "Cerchiamo relazioni in cui crescere, ove vi sono anche confronti aperti, senza violenza nelle parole, senza durezza nei giudizi", sottolinea il presidente della Cei, ricordando che il confronto non deve trasformarsi in contrapposizione e che le differenze possono diventare occasione di crescita: parlare non "necessariamente per essere contro qualcuno o per fare le classifiche", ma per riconoscere che "siamo diversi e che la diversità di tutti aiuta quella di ciascuno".

Al messaggio del cardinale si unisce quello di Silvia Cocchi, incaricata dell'Ufficio diocesano di Pastorale scolastica della Chiesa di Bologna, che auspica che la scuola "sia un luogo nel quale si pratica e diffonde la non-violenza in ogni sua forma", imparando a farsi prossimi e a superare "quelle paure dalle quali nasce l'ostilità".

Per Cocchi, quanto avviene tra i banchi ha ricadute oltre le aule: è destinato a incidere anche nel mondo degli adulti e a porre le basi per trasformazioni più ampie. Il messaggio del mondo ecclesiale bolognese accompagna così la prima campanella del nuovo anno scolastico, evidenziando la scuola come spazio di formazione civile oltre che culturale.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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