FIAP critica la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese: "Un insulto alla memoria", appello alla sindaca Cuppi
La Federazione Italiana Associazioni Partigiane richiama il valore simbolico di Monte Sole e chiede di riflettere sull'impatto del riconoscimento
La Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP) ha preso posizione contro il conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese deciso dal Comune di Marzabotto, chiedendo alla sindaca Valentina Cuppi di valutare "l'impatto simbolico" del riconoscimento.
In un comunicato la Federazione afferma che "Marzabotto non è un comune come gli altri" e richiama la strage compiuta tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 dalla 16ª Divisione SS-Panzergrenadier Reichsführer, con l'apporto di reparti fascisti repubblichini, ricordando le 770 vittime tra donne, bambini, anziani e intere famiglie.
La FIAP sottolinea che il gonfalone del Comune di Marzabotto è decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare e sostiene che "la cittadinanza onoraria di Marzabotto non sarebbe un riconoscimento fra i tanti, ma un atto compiuto in nome di quelle vittime e della comunità che ne custodisce il ricordo".
Nel documento la Federazione ricorda le polemiche che hanno accompagnato iniziative analoghe in altre città: "Francesca Albanese si è resa protagonista, in questi mesi, di prese di posizione che hanno spinto due amministrazioni comunali - Firenze e Bologna - a revocare o congelare la medesima onorificenza", si legge nel comunicato.
La FIAP esprime inoltre preoccupazione per il possibile parallelismo tra il conflitto a Gaza e gli eccidi nazifascisti, definendo il fenomeno "il meccanismo dell’inversione simbolica" e accusando tale confronto di costituire "un insulto alla memoria, oltre che un’inaccettabile narrazione antisemita". Secondo la Federazione, azioni simili tradirebbero la precisione storica e i valori della Liberazione.
La FIAP conclude rivolgendosi direttamente alla sindaca Cuppi: "Le chiediamo con forza, e con pari rispetto, di riflettere sull’impatto simbolico di questa cerimonia" e ribadisce che "la storia di Marzabotto appartiene alla nazione italiana e non può essere usata in modo strumentale", auspicando che la memoria di Monte Sole resti "patrimonio civile della Repubblica antifascista, e non terreno di contese ideologiche contemporanee".