Bologna · 15 Agosto 2026

Paolo Pazzaglia indagato per minacce online al sindaco Matteo Lepore

L'inchiesta coinvolge una ventina di persone per minaccia aggravata con strumenti informatici; i messaggi a cui è collegato Pazzaglia sono stati pubblicati dopo gli scontri del 20 luglio

Paolo Pazzaglia indagato per minacce online al sindaco Matteo Lepore

Paolo Pazzaglia è tra le persone iscritte nel fascicolo dell'inchiesta sulle minacce online indirizzate al sindaco di Bologna Matteo Lepore. L'indagine, che riguarda una ventina di persone, è per il reato di minaccia aggravata dall'utilizzo di strumenti informatici.

Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, Pazzaglia sarebbe legato ad alcuni messaggi pubblicati sui social dopo gli scontri avvenuti il 20 luglio, a valle della manifestazione convocata per la morte di Abderrahim Fakir.

In un video pubblicato il 15 agosto, Pazzaglia si rivolge a un eventuale legale del Comune e critica il sindaco, definendolo responsabile di quanto accaduto e contestandone il "background" legato alla gestione dei centri sociali. Nel filmato ripreso dalla cronaca locale dice, tra l'altro: "Hai aperto una piazza e hai incitato i tuoi" e afferma che "solo un cretino può fare quello che hai fatto tu". Nel medesimo passaggio fa riferimento alla scorta assegnata al sindaco e alla presunta responsabilità politica per gli eventi citati.

Gli scontri del 20 luglio erano avvenuti al termine della manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir, 42enne deceduto nel quartiere Pilastro durante un intervento della polizia, episodio che aveva suscitato tensioni e proteste in città.

Per i più giovani, il nome di Paolo Pazzaglia è legato all'attività imprenditoriale a Bologna e al ruolo di storico patron della discoteca La Capannina, locale acquistato da lui nel 1974 e poi oggetto di contenzioso. Nel 2020, dopo una decisione del Consiglio di Stato, una parte del locale venne demolita perché ritenuta abusiva.

Al momento Pazzaglia figura tra gli indagati; la presenza del suo nome nel fascicolo è quanto risulta dagli accertamenti citati dalla stampa locale. La presunzione di innocenza resta vincolante fino a eventuali sviluppi giudiziari.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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