Bolognina, scontro politico dopo l’arrivo degli influencer: Pd parla di “business della paura”, FdI segnala il consigliere Begaj
Diverse posizioni dopo l’episodio in cui una dozzina di creator avrebbero filmato il degrado; si parla di contestatori e di lanci di pietre, accuse contestate a livello politico.
Il 13 settembre 2026 nella Bolognina si sono registrate tensioni tra una dozzina di influencer e content creator impegnati a realizzare video sul degrado urbano e un gruppo più numeroso formato da esponenti dei collettivi di sinistra e di Bolognina Antifascista. Tra le segnalazioni sull’episodio si parla anche di un possibile lancio di pietre e della presenza di un consigliere comunale.
Interviene Andrea De Maria, deputato del Partito democratico, che definisce l’episodio «un capitolo di questa degenerazione del dibattito pubblico» e contesta la strategia di campagne social costruite «intorno alla paura». De Maria afferma: “Le campagne social sul degrado sono diventate ormai una precisa strategia politica: si prende un quartiere, si cercano le immagini più forti, si provoca, si filma e si trasforma tutto in paura, follower e propaganda. Non è sicurezza: è business della paura”. Il deputato ricorda inoltre di avere presentato in passato un’interrogazione al ministro dell’Interno e invita alla «unità delle istituzioni e delle forze politiche e con la coesione sociale» per affrontare degrado e criminalità.
Di segno opposto è la lettura di Stefano Cavedagna, eurodeputato di Fratelli d’Italia, che sostiene che «tra i contestatori violenti che parrebbero aver anche lanciato pietre in direzione dei tiktoker e di Jollytime, mentre registravano video sul degrado, ci viene segnalata anche la presenza del consigliere comunale e capogruppo di Coalizione civica Detjon Begaj». Cavedagna collega l’accaduto alle tensioni scoppiate in città dopo la morte di Abderrahim Fakir e dichiara: “Davvero quindi questi soggetti sono architettati dall’estrema sinistra che sostiene Lepore? Dopo aver aizzato la piazza per Fakir, con la devastazione vista in centro, qualcuno che fa parte della maggioranza di sinistra ancora si cela tra i violenti”.
L’eurodeputato chiede al sindaco di «recidere tutti i rapporti con i movimenti violenti» ed esprime «massima solidarietà ai ragazzi aggrediti, ai quali riteniamo debba essere garantita piena libertà di espressione». Cavedagna afferma infine che «la critica, il confronto e la denuncia devono essere garantiti e tutelati in questa città, cosa che da quando governa Lepore evidentemente non accade».
Le accuse sulla presenza del consigliere e i fatti denunciati restano, nella fonte, dichiarazioni e segnalazioni di parti politiche coinvolte e non sono presentate come accertate in via definitiva.