Mobilitazione a Bologna per Abderrahim Fakir: assemblea in via Zamboni e concerto benefit in piazza Verdi
L’incontro ha riunito lavoratori, sindacati e collettivi; fissato un nuovo appuntamento per il 30 settembre con l’ipotesi di uno sciopero generale
Una giornata di mobilitazione e solidarietà per Abderrahim Fakir si è svolta a Bologna negli spazi universitari di via Zamboni 38. All’iniziativa, promossa con lo slogan “No justice, no peace”, hanno preso parte lavoratori, sindacalisti e attivisti dei collettivi per discutere e organizzare le prossime iniziative di protesta e sostegno.
La giornata si è aperta alle 11 con tre tavoli di lavoro dedicati all’antirazzismo, alle nuove generazioni e alle condizioni dei quartieri popolari. Nel pomeriggio si è svolta un’assemblea plenaria, seguita da un concerto benefit in piazza Verdi con dj set e musica rap.
Dal confronto fra le varie componenti è emersa la volontà di proseguire e ampliare la mobilitazione. È stato fissato un nuovo incontro per il 30 settembre, quando le organizzazioni presenti potrebbero annunciare uno sciopero generale; in precedenza si erano già svolte iniziative nel settore della logistica e dei trasporti.
"Conoscevo Fakir nel quartiere popolare della Bolognina - ha detto ai cronisti Aleksander di Si Cobas - era una persona buona. Dopo la sua morte, noi lavoratori, amici e compagni abbiamo organizzato uno sciopero nella logistica e nei trasporti di Bologna. Continueremo finché non emergeranno verità e giustizia". Gli organizzatori hanno sottolineato l’intenzione di mantenere forme di protesta pacifiche, richiamando anche la memoria degli scontri avvenuti a luglio.
Tra le iniziative annunciate figura anche un presidio davanti all’Ufficio immigrazione della Questura di Bologna, dedicato ai lunghi tempi di attesa per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, situazione che gli attivisti collegano alle difficoltà nell’accesso al lavoro, alla sanità e ad altri servizi.
Gli organizzatori hanno inoltre spiegato che il concerto in piazza Verdi e la raccolta fondi sono finalizzati a sostenere la famiglia del 42enne e a contribuire alle spese legali.
Ieri, 11 settembre, all’incontro organizzato a Làbas dal titolo “Com’è misera la vita negli abusi di potere”, è intervenuto l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Fakir e noto per il suo impegno in processi riguardanti le morti di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi. Nel corso dell’intervento Anselmo ha pronunciato, in forma provocatoria e paradossale per criticare alcune rappresentazioni dell’accaduto, la frase: "Fakir doveva morire ed è giusto che sia morto".
Il caso riguarda la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta il 19 luglio al Pilastro durante un intervento della polizia; dai promotori delle iniziative arriva la richiesta di verità e giustizia sulla vicenda.