Bologna · 12 Settembre 2026

Quadruplicamento Bologna-Castel Bolognese: i comitati criticano i tempi e la partecipazione

Il progetto definitivo è atteso entro dicembre; i comitati denunciano che il confronto con i territori avverrà troppo tardi

Quadruplicamento Bologna-Castel Bolognese: i comitati criticano i tempi e la partecipazione

Il progetto di quadruplicamento ferroviario della tratta Bologna-Castel Bolognese prevede la realizzazione di una nuova linea a doppio binario lunga circa 39 chilometri, progettata secondo standard di Alta velocità e Alta capacità, con l’obiettivo di potenziare la direttrice Adriatica per il traffico merci lungo il corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo della rete Ten-T.

Secondo quanto riferito, il confronto con i territori dovrebbe svolgersi solo dopo la pubblicazione del Progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) di Rfi, mentre il progetto definitivo è atteso entro dicembre. Questa tempistica è stata criticata dal Coordinamento dei comitati contrari all’opera, che sostiene come gli spazi per incidere sulle scelte progettuali saranno ormai molto limitati.

Giovedì 10 settembre si è svolto a Roma, nella sede del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il tavolo tecnico promesso dal ministro Matteo Salvini lo scorso 19 maggio. L’incontro è stato coordinato da Elisabetta Pellegrini, responsabile della struttura tecnica di missione del Mit.

Hanno partecipato i tecnici di Rfi, gli ingegneri Menta, De Rinaldis, Bruni e Bonincontri, i rappresentanti del Coordinamento dei comitati Armando Martignani e Paola Lanzon e gli esperti indipendenti Giuseppe Alfonso Cassino, Pietro Spirito, Eugenio Milizia e Marco Spinedi.

Armando Martignani, dal Coordinamento, ha definito l’iniziativa come il raggiungimento «per la prima volta» di «un reale e diretto confronto tecnico tra le parti», ma ha giudicato comunque critico l’esito della riunione. Secondo il presidente del Coordinamento, «a fronte delle puntuali e dettagliate argomentazioni presentate dagli esperti indipendenti, la controparte ha opposto affermazioni autoreferenziali sulla presunta bontà delle proprie scelte progettuali».

Martignani ha aggiunto che dal tavolo è emersa «la sensazione netta che per i tavoli istituzionali sia ormai tardi per trattare», osservando che in precedenti audizioni «è stato affermato che la partita non riguarda più se realizzare l’opera, ma solo il dove».

Nel corso della riunione, riferiscono i comitati, Pellegrini avrebbe riconosciuto che il nodo ferroviario di Bologna non è ancora risolto. I tecnici di Rfi continuerebbero a indicare il viadotto come unica soluzione possibile, ritenendo il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario Ertms (European Rail Traffic Management System) insufficiente a sostenere tutti i flussi.

Dai lavori sarebbero però arrivate alcune aperture: il Coordinamento ha riferito che è stato ritenuto impensabile che «tre direttrici europee gravino tutte sulla cintura bolognese» e sarebbe stata accolta con interesse la proposta di verificare e potenziare l’itinerario Lugo-Ferrara-Poggio Rusco per i flussi merci diretti verso il Nord e il Nord-Est dell’Europa.

È stata valutata positivamente anche l’ipotesi di rafforzare il sistema Faenza-Lugo-Ravenna per migliorare i collegamenti con il porto ravennate. Interesse sarebbe stato manifestato altresì per un coinvolgimento della Regione Veneto nella riorganizzazione del traffico merci, con la precisazione che eventuali approfondimenti tecnici potranno avvenire solo dopo il completamento, da parte di Rfi, del programma di esercizio.

Il nodo più contestato resta, secondo i comitati, la partecipazione delle comunità interessate: «Per quanto riguarda il confronto con i territori, avverrà solo all’indomani della pubblicazione del PFTE (Progetto fattibilità tecnico economica) di Rfi», afferma Martignani.

«La politica sembra aver deciso sopra la testa dei cittadini, concedendo in fase finale solo margini minimi sul tracciato da valutare in tempi brevissimi», conclude il coordinatore dei comitati. Secondo quanto emerso durante gli incontri, il progetto definitivo dovrebbe essere pronto entro dicembre.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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