Bologna · 11 Settembre 2026

Gabrielli alla Festa dell’Unità: “La sicurezza non può ricadere solo sul sindaco”. Lepore: “La destra nazionale ha fallito”

All'incontro al parco Cevenini si è parlato del caso Fakir, dei Cpr e delle 'zone rosse'; Lepore chiede un tavolo istituzionale per la salute mentale in strada

Gabrielli alla Festa dell’Unità: “La sicurezza non può ricadere solo sul sindaco”. Lepore: “La destra nazionale ha fallito”

Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, è intervenuto alla Festa dell’Unità al parco Cevenini accanto al sindaco Matteo Lepore per affrontare i temi della sicurezza a Bologna.

Gabrielli ha sottolineato la necessità di distinguere ruoli e competenze: “È conveniente immaginare che tutto dipenda dal sindaco, quando questo non è assolutamente vero”, ha detto richiamando le responsabilità istituzionali nella gestione dell’ordine pubblico.

Il sindaco Lepore ha reagito attaccando il Governo nazionale: “Noi vogliamo collaborare col Governo come sindaci italiani. L'abbiamo detto, ci siamo messi a disposizione, ma non possiamo collaborare sul nulla”. Ha aggiunto che la sinistra deve costruire una proposta alternativa a “una destra che a livello nazionale ha evidentemente fallito”.

Sulla gestione della salute mentale e dei casi di fragilità in strada, Lepore ha riferito di aver chiesto al prefetto l'apertura di un tavolo che coinvolga Regione, Ausl, Prefettura, forze dell'ordine e Comune, non solo per il caso specifico di Fakir ma per «capire come lavorare in strada meglio». Ha indicato come modello le unità di strada dedicate alla salute mentale attive a Firenze.

Riguardo alla vicenda di Fakir, Gabrielli ha osservato che “nelle immagini della vicenda Fakir ci sono tutte le contraddizioni. Un uomo a terra, il personale paramedico fermo e la polizia in azione”, evidenziando come l'attribuzione di compiti non coerenti alle forze di polizia possa portare a risultati problematici.

Sui Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) Gabrielli ha affermato: “I Cpr sono inevitabili, ma il punto è come si fanno”. Ha posto l'accento sulle condizioni di trattenimento e sui tempi amministrativi, dichiarando che il tema rilevante è il rispetto della dignità delle persone e i “tempi abnormi” di detenzione amministrativa.

Critico anche rispetto alle cosiddette “zone rosse”, già adottate in alcune aree bolognesi come Montagnola e Bolognina: Gabrielli ha detto che la definizione stessa porta uno “stigma talmente negativo” da rischiare la «desertificazione urbana» e ha espresso dubbi anche sui Daspo urbani, sostenendo che tali misure potrebbero semplicemente spostare il problema.

Nel complesso, Gabrielli ha auspicato un approccio integrato alla sicurezza che non ricada su un'unica istituzione e che combini forze dell'ordine, amministrazioni locali, servizi sanitari e politiche sociali. Ha inoltre criticato il centrosinistra per aver mostrato in passato «timidezza» su temi come sicurezza, degrado urbano, microcriminalità e immigrazione, invitando a superare quella impostazione.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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