Perizia su Marin Jelenic: emergono abuso di sostanze, vicinanze all’estrema destra e precedenti aggressioni al personale ferroviario
Elementi emersi dalla consulenza psichiatrica e valutazioni dei consulenti nel processo per l’omicidio di Alessandro Ambrosio
La Dire riferisce che nella perizia psichiatrica disposta su Marin Jelenic, 36enne di nazionalità croata accusato dell’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, sarebbero emersi elementi quali depressione, dipendenza da alcol e sostanze, vicinanze a gruppi di estrema destra e precedenti aggressioni al personale ferroviario.
Jelenic è accusato di aver accoltellato Ambrosio il 5 gennaio scorso, poco lontano dalla stazione. La perizia è stata disposta il 17 giugno dal presidente della Corte d’Assise, Pasquale Liccardo, ed è stata affidata al professor Domenico Berardi. Il perito non ha ancora depositato le conclusioni: il termine è fissato al 15 settembre e il processo riprenderà il 23 settembre.
La consulenza dovrà chiarire le condizioni psichiche dell’imputato e stabilire in particolare se Jelenic fosse capace di intendere e di volere al momento del fatto e se sia attualmente in grado di partecipare consapevolmente al processo.
Secondo quanto si apprende, il consulente della Procura, Stefano Ferracuti, avrebbe ritenuto che il 36enne fosse capace di intendere e di volere sia al momento dell’omicidio sia attualmente, e che sia inoltre socialmente pericoloso.
Analoghe conclusioni sarebbero state espresse dal consulente nominato dall’avvocato di parte civile Simone Sabattini, che rappresenta nel processo i genitori di Ambrosio e la Filt-Cgil di Bologna. Sabattini ha osservato che le precedenti aggressioni commesse ai danni di altri capotreno mostrerebbero che Jelenic aveva gravi problemi con i controllori. Ambrosio non indossava la divisa quando venne accoltellato, ma il legale è convinto «che l’imputato lo avesse riconosciuto».