Nettuno Sport Center: i gestori consegnano oltre mille firme e chiedono un incontro con il Comune
Simona Volta e Rebecca Ulivi sollecitano il sindaco Lepore, l’assessora Li Calzi e la presidente di quartiere Gaggioli per tutelare la continuità delle attività
I gestori del Nettuno Sport Center hanno inoltrato una richiesta di incontro al sindaco Matteo Lepore, all’assessora allo Sport Roberta Li Calzi e alla presidente di quartiere Elena Gaggioli, chiedendo di poter essere ascoltate dalla giunta comunale.
La lettera, firmata il 14 agosto 2026 da Simona Volta e Rebecca Ulivi, arriva dopo che il circolo è stato coinvolto in un contenzioso giudiziario e amministrativo: la pronuncia del Tar sull’affidamento e la decisione di Palazzo D’Accursio di procedere a una gestione-ponte in attesa dell’esito delle controversie.
Nelle scorse settimane gli attuali gestori si sono opposti alla soluzione della gestione-ponte, tentando anche un approccio diplomatico e di dialogo con l’amministrazione. Nella missiva le due responsabili scrivono di presentarsi non solo a titolo personale, ma anche «a nome di tutte le persone che hanno scelto di sostenerci». Nel testo si segnala la raccolta di oltre mille firme in una settimana, definite come rappresentative di «famiglie, bambini, ragazzi, adulti, lavoratori e sportivi» che considerano il centro un punto di riferimento quotidiano.
Consapevoli del «rispetto che dobbiamo all'iter giudiziario in corso», Volta e Ulivi sollecitano la definizione di un percorso che garantisca la continuità delle attività mentre la vicenda segue il suo corso nelle sedi competenti. In particolare chiedono la tutela della «continuità dei corsi e delle attività sportive con la nostra società sportiva», il diritto di «bambini, ragazzi e adulti a continuare a frequentare il centro», la salvaguardia del valore «sociale, educativo e aggregativo» per il quartiere e la città, la tutela dei posti di lavoro di istruttori, collaboratori e lavoratori, nonché il riconoscimento degli investimenti e della professionalità costruiti durante la gestione.
La lettera si chiude con un appello alla trasparenza e all’ascolto: «Non chiediamo privilegi – conclude la missiva –. Chiediamo ascolto, trasparenza e una soluzione responsabile, che metta al centro lo sport e le persone. Chiediamo di essere convocate, di poter illustrare di persona la nostra realtà e di partecipare attivamente alla ricerca di una via che non penalizzi una comunità intera».