Tribunale di Bologna: la diagnosi di mesotelioma ritenuta concausa del suicidio, Inail condannata
La Sezione Lavoro accoglie il ricorso del figlio e dispone la rendita ai superstiti, l'assegno funerario e le spese di giudizio
La Sezione Lavoro del Tribunale di Bologna ha accolto il ricorso del figlio di un lavoratore precedentemente riconosciuto affetto da mesotelioma pleurico maligno quale malattia professionale legata all'esposizione ad amianto. La decisione è stata resa nota da Afeva Emilia-Romagna e dal Patronato Inca-Cgil di Bologna.
Secondo quanto ricostruito nel procedimento, il lavoratore aveva visto riconosciuto il mesotelioma e la conseguente rendita Inail; dopo il suo suicidio l'istituto aveva però respinto la richiesta di rendita da parte dei superstiti, ritenendo che il gesto avesse interrotto il nesso causale tra malattia e morte.
Il figlio ha impugnato il diniego sostenendo che la diagnosi e il rapido peggioramento delle condizioni fisiche e psicologiche — descritti nella documentazione — avevano determinato un grave decadimento fino a rendere intollerabile la prosecuzione della vita. Nel ricorso sono stati richiamati sintomi riportati nei mesi precedenti, tra cui dolore severo, allucinazioni, depressione e pensieri di auto-soppressione, oltre alla dichiarazione dello psicologo che aveva seguito il paziente e alle testimonianze di familiari e conoscenti.
Il Tribunale ha valutato la documentazione medica, la deposizione dello psicologo e le testimonianze, e ha richiamato il principio della cosiddetta "causalità umana": per accertare se un evento interrompa il nesso causale è necessario verificare se si sia trattato di un fattore anomalo, eccezionale e imprevedibile. Nel caso esaminato il suicidio non è stato ritenuto estraneo alla patologia, ma conseguenza della grave sofferenza fisica e psichica provocata dal mesotelioma.
Di conseguenza, l'Inail è stata condannata a versare al figlio la rendita spettante al coniuge superstite, calcolata dal giorno successivo alla morte dell'uomo fino al decesso della vedova, oltre all'assegno funerario e alle spese di giudizio.