Perizia sulle cure dopo l'investimento di Alberto Cremonini: sotto la lente i 45 giorni di ricovero
La Procura dispone accertamenti sulle cartelle cliniche del Maggiore e del Policlinico Sant'Orsola dopo il peggioramento che ha portato al decesso del 19enne
La Procura di Bologna intende chiarire se ci siano responsabilità mediche legate alla morte di Alberto Cremonini, lo studente di 19 anni del Liceo Righi che è deceduto il 18 agosto dopo un lungo ricovero.
L’incidente è avvenuto il 2 luglio: il ragazzo, appena uscito dall’esame orale di maturità, stava attraversando sulle strisce pedonali per raggiungere l’autobus quando è stato travolto da un’automobile guidata da un uomo di 59 anni, ora indagato per omicidio stradale.
In ambulanza Cremonini era stato trasportato in condizioni giudicate serie ma non preoccupanti; la centrale del 118 aveva assegnato al caso un codice di media gravità. Durante il periodo di degenza il suo stato è però progressivamente peggiorato: dopo i primi giorni al Maggiore il ragazzo è stato trasferito al Policlinico Sant’Orsola, nel reparto di terapia intensiva, dove è morto il 18 agosto.
Nei prossimi giorni il sostituto procuratore Tommaso Pierini affiderà a uno specialista, scelto su indicazione del medico legale che ha eseguito l’autopsia, la perizia finalizzata ad esaminare la cartella clinica di Cremonini e a ricostruire la sequenza degli interventi medici.
L’accertamento dovrà chiarire se durante i 45 giorni di ricovero vi siano stati elementi che possano aver causato il peggioramento delle condizioni del giovane e se siano emerse omissioni o negligenze di natura sanitaria.