Bologna · 08 Settembre 2026

Bologna, indagini sulla manifestazione del 20 luglio dopo la morte di Fakir: circa 150 posizioni al vaglio

La Questura segnala 26 deferimenti complessivi, un arresto e quattro divieti di accesso alle aree urbane; 64 agenti feriti e danni ingenti nel centro

Bologna, indagini sulla manifestazione del 20 luglio dopo la morte di Fakir: circa 150 posizioni al vaglio

La Questura di Bologna ha intensificato le indagini in relazione alla manifestazione del 20 luglio successiva alla morte di Abderrahim Fakir. Il 43enne, originario del Marocco e da tanti anni residente in Italia, è morto lo scorso luglio durante un controllo di polizia nel quartiere Pilastro, a Bologna.

La protesta, che si è sviluppata nelle vie del centro cittadino, ha visto scontri tra manifestanti e agenti. La Questura parla di «gravissimi episodi di violenza» e segnala sessantaquattro operatori delle forze dell’ordine feriti, sei mezzi della polizia di Stato danneggiati, vetrine di negozi e banche devastate con sportelli bancomat fuori uso, cassonetti della spazzatura distrutti, due auto incendiate e decine di biciclette sradicate per erigere barricate, oltre alla «completa compromissione di un cantiere tranviario».

La manifestazione si è concentrata tra piazza Roosevelt, via Venezian, via della Zecca e via Ugo Bassi. Secondo la Questura il quadro investigativo è «complesso e ricco di elementi», e l’attività investigativa, supportata da materiale video e fotografico in possesso delle forze dell’ordine, ha portato a vagliare la posizione di circa 150 persone.

Nel corso delle proteste sono state contestate due sanzioni amministrative per violazione dell’articolo 18 del Tulps. Un altro uomo è stato arrestato in flagranza dopo aver lanciato pietre, bottiglie e colpi contundenti contro agenti in tenuta antisommossa; l’arrestato ha opposto resistenza ed è stato sottoposto al provvedimento di divieto di accesso alle aree urbane (Dacur).

Le immagini video hanno consentito di individuare undici persone vicine al Cua (Collettivo universitario autonomo), ritenute responsabili a vario titolo e in concorso di resistenza aggravata, danneggiamento e lancio di oggetti pericolosi; per tre di queste persone è stato disposto il Dacur. Altre quindici persone sono state identificate come presunte responsabili dei reati di devastazione, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lancio di oggetti in occasioni di manifestazioni pubbliche e travisamento.

In totale, secondo quanto comunicato dalla Questura, le misure emesse sono: due sanzioni amministrative, un arresto in flagranza e quattro provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi urbani, per un totale di ventisei persone complessivamente deferite all’autorità giudiziaria tra il nucleo iniziale identificato in tempo reale e i successivi soggetti via via individuati dagli investigatori. Al momento sono al vaglio ulteriori identificazioni e sono in definizione le posizioni di altri manifestanti per vari capi d’accusa.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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