Bologna · 08 Settembre 2026

Autopsia su Abderrahim Fakir: sangue nei polmoni, esclusa emorragia cerebrale da trauma

Consulenti della procura illustrano le prime evidenze; legale della famiglia parla di asfissia da compressione, la difesa contesta il nesso

Autopsia su Abderrahim Fakir: sangue nei polmoni, esclusa emorragia cerebrale da trauma

I consulenti al lavoro sul caso di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un fermo di polizia lo scorso 19 luglio al Pilastro, hanno condiviso lunedì pomeriggio le prime conclusioni degli accertamenti disposti dalla procura di Bologna.

Secondo quanto emerso, l’esame ha escluso che la testa di Fakir abbia subito un’emorragia nell’encefalo conseguente a un trauma contusivo. Non sarebbe dunque la testa l’elemento determinante nella manovra di contenimento durante la quale i due agenti sono entrati in contatto fisico con l’uomo.

Gli accertamenti hanno invece rilevato lesioni polmonari e infiltrazioni di sangue all’interno degli alveoli. L’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo, che si è avvalso del consulente Vittorio Fineschi, ha commentato: “È chiaro il quadro di asfissia da compressione. Gli elementi che emergono confermano quanto sosteniamo fin dall’inizio”, attribuendo le lesioni allo schiacciamento del torace sull’asfalto mentre i poliziotti immobilizzavano Fakir.

Il legale dei due agenti, Gabriele Bordoni, che ha incaricato il dottor Matteo Tudini, ha invece contestato il collegamento diretto tra la presenza di sangue alveolare e lo schiacciamento: “Non esiste un singolo articolo scientifico che riconduce la presenza di sangue alveolare allo schiacciamento”, ha dichiarato, aggiungendo che “l'esito confermato è quello della presenza di cocaina nel corpo di Fakir, per tutto il resto dovremo vedere a tempo debito”.

Gli accertamenti sono stati svolti dalla squadra di specialisti incaricata dalla procura, coordinata dal procuratore capo Paolo Guido, dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e dal sostituto procuratore Francesca Arienti. Tra gli esperti coinvolti figurano la dottoressa Valentina Buggelli, l’anatomopatologa Cristina Basso, la specialista in anestesia e rianimazione Manuela Bonizzoli e il chimico tossicologo Luca Morini.

I consulenti delle parti e gli esperti della procura sono attesi a una nuova riunione dopo la seconda metà di settembre, quando dovrebbero essere disponibili anche i risultati completi degli esami istologici e tossicologici. Nel frattempo i carabinieri del Ris stanno lavorando all’estrazione dei dati dal telefono della vittima.

Le indagini, come già noto, sono condotte nell’ambito di un procedimento per omicidio colposo a carico dei due agenti di polizia e dei quattro volontari della Croce Rossa intervenuti quella giornata.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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