Bologna · 03 Settembre 2026

Quinto minorenne raggiunto da misura cautelare nell'inchiesta per la morte di Nicola Musiani, trasferito all'istituto penale di Bologna

L'ordinanza è stata disposta su richiesta della Procura per i minorenni di Bologna; il giovane, residente nel Forlivese, è stato rintracciato dai carabinieri di Ravenna

Quinto minorenne raggiunto da misura cautelare nell'inchiesta per la morte di Nicola Musiani, trasferito all'istituto penale di Bologna

I carabinieri del Nucleo investigativo di Ravenna hanno eseguito giovedì 3 settembre un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un minorenne residente nella provincia di Forlì-Cesena, ritenuto uno dei presunti autori della morte di Nicola Musiani, avvenuta dopo un’aggressione nella notte tra il 18 e il 19 luglio a Pinarella di Cervia, sul litorale ravennate. Il ragazzo è stato rintracciato nella sua abitazione e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bologna, trasferito nell'istituto penale minorile di Bologna, dove si trova attualmente.

L'indagine riguarda il pestaggio verificatosi nel parcheggio di viale Tritone a Pinarella. In relazione alla stessa vicenda, agli inizi di agosto erano già stati sottoposti a fermo quattro giovani: Oussama Ragme, 22 anni, residente a Meldola; Conor Finn Long, 19 anni, di Meldola; Houssam Abir, 22 anni, di Forlì; e Bilal Mahboubi, 23 anni, residente a Santa Sofia. I quattro indagati, difesi dagli avvocati Elia Valentini, Fabio Malpezzi e Serena Sansavini, tutti del foro di Forlì, dopo la conferma della misura cautelare sono stati collocati in diverse case circondariali tra Forlì, Ravenna e Ferrara.

Dalle testimonianze raccolte emergono elementi sulle fasi dell'aggressione: alcuni testimoni descrivono l'inizio della lite con una mazza da baseball da una parte e un coltello dall'altra. Alcuni racconti riferiscono che la vicenda sarebbe cominciata con un diverbio avvenuto intorno alle 23.30 all'ingresso di una discoteca, dove un minorenne avrebbe apostrofato Musiani come “tossico”; la successiva aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 4 del mattino nello stesso parcheggio.

Le indagini hanno raccolto almeno dieci testimonianze di giovani: due di questi hanno reso dichiarazioni il giorno stesso dell'aggressione, tre hanno effettuato riconoscimenti fotografici e una giovane ha realizzato un video, girato da lontano e al buio, che è stato inserito nel fascicolo probatorio. Nel materiale acquisito figurano altresì un video ripreso dalla dashcam di un camion parcheggiato e un altro filmato relativo ai danni subiti da un camper vicino a quello della vittima. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, durante la colluttazione sarebbero volati sassi, sarebbe stata scagliata una bicicletta e sarebbero stati presi oggetti dal cestino dei rifiuti, tra cui una bottiglia di vodka «Keglevich», che sarebbe stata poi utilizzata nell'aggressione.

Gli inquirenti hanno anche ricevuto informazioni da un informatore anonimo residente a Meldola, di origine marocchina, che avrebbe contattato i carabinieri riferendo voci circolanti nella comunità e fornendo nomi che hanno contribuito alle indagini.

Si tratta di accertamenti in corso: gli interessati restano indagati e la vicenda è oggetto di approfondimenti da parte della Procura per i minorenni di Bologna, che ha coordinato le attività investigative relative alla posizione del minorenne raggiunto dall'ordinanza.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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