Tentato omicidio a Medicina: fermato un 57enne, il 28enne è in rianimazione
I carabinieri indicano telecamere e il recupero di un machete come elementi a carico; l'indagato è in carcere alla Dozza in attesa della convalida
I carabinieri del Nucleo investigativo di Bologna, guidati dal colonnello Claudio Gallù, insieme ai militari del Nucleo operativo e radiomobile di Imola, comandati dal capitano Gino Lifrieri, hanno fermato il presunto aggressore del 28enne trovato in fin di vita nella sua abitazione a Medicina.
Si tratta di un operaio di 57 anni, di origini tunisine e regolare sul territorio italiano, residente a Medicina. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, l'uomo era arrivato in Italia nel 1998 e vi è ritornato nel 2023 dopo una breve assenza; al momento non risultano precedenti penali rilevanti a suo carico.
Secondo i filmati delle telecamere di videosorveglianza, il 57enne sarebbe giunto in bicicletta presso l'abitazione della vittima e, poco dopo, avrebbe gettato in un canale un oggetto poi recuperato dai carabinieri: un machete ritenuto arma dell'aggressione.
Le testimonianze raccolte indicano che l'uomo si era presentato alla porta chiedendo della madre del 28enne. È emerso che la donna aveva ricevuto attenzioni moleste da parte del 57enne, anche telefoniche dallo scorso marzo; la donna, che frequenta un'altra persona, non aveva sporto denuncia né aveva riferito l'accaduto al figlio.
Quando il giovane ha aperto la porta, il presunto aggressore sarebbe riuscito a entrare con una scusa e lo avrebbe colpito con fendenti di un machete lungo quasi 50 centimetri. Le lesioni hanno interessato capo e torace, perforando un polmone, e hanno quasi amputato un braccio dopo aver fratturato radio e ulna.
Il 28enne si sarebbe salvato fingendosi morto; dopo la fuga dell'aggressore è riuscito a raggiungere un'abitazione vicina per chiedere aiuto e poi è stato trasferito in elisoccorso al Maggiore in condizioni gravissime il 30 agosto. Secondo quanto comunicato, non sarebbe più in pericolo di vita ma resta in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione.
I carabinieri hanno rintracciato e fermato il 57enne a Medicina lunedì; al momento del fermo l'uomo presentava una ferita a un dito della mano destra, che gli investigatori ritengono compatibile con l'impugnatura dell'arma. In presenza dei militari non ha rilasciato dichiarazioni.
L'operaio è accusato di tentato omicidio aggravato e si trova nel carcere della Dozza in attesa dell'udienza di convalida.