Operatrice sanitaria aggredita al Pronto soccorso del Maggiore: trauma facciale e sette giorni di prognosi
La Cisl Fp parla di terza aggressione in poche settimane e chiede misure per la tutela degli operatori
La Cisl Fp ha denunciato un’aggressione avvenuta nella mattinata di domenica 30 agosto nell’area rossa del Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna. Secondo il sindacato, un’operatrice è stata colpita al volto da un paziente durante l’attività di assistenza.
La donna avrebbe riportato un trauma facciale, con un’ecchimosi alla guancia sinistra, e le è stata attribuita una prognosi di sette giorni.
L’episodio è segnalato come il più recente di una serie: avviene a pochi giorni dall’aggressione subita da un’infermiera nel reparto di medicina d’urgenza dello stesso ospedale e a poche settimane da un altro caso registrato al Pronto soccorso del Sant’Orsola. La Cisl Fp sostiene che le tre aggressioni ravvicinate non possano più essere considerate eventi isolati.
"La Cisl Fp Area metropolitana bolognese esprime solidarietà alla lavoratrice aggredita e condanna questi episodi di violenza. La sequenza di questi episodi è un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Le aggressioni dimostrano che il problema della sicurezza degli operatori sanitari è ormai una vera emergenza", dichiara Michele Vaira, segretario territoriale della Cisl Fp dell’Area metropolitana bolognese.
"Non possiamo aspettare - continua Vaira - che si verifichi un episodio ancora più grave prima di intervenire. Chi lavora nei Pronto soccorso e nelle aree di emergenza, nei servizi psichiatrici e in tutti i servizi e unità assistenziali deve essere messo nelle condizioni di lavorare in sicurezza. Servono prevenzione, personale adeguatamente presente e misure di sicurezza realmente efficaci".
"La violenza - conclude - non può diventare una componente del lavoro di chi assiste e cura le persone. Gli operatori sanitari non sono bersagli e non devono essere lasciati soli".