Scritte antisemite nel centro di Bologna: perquisizione della Digos, sequestrati casco, zaino, scarpe e cellulare
L'indagato sarebbe stato individuato tramite telecamere e servizi di osservazione; sul telefono risulterebbe materiale riconducibile alla propaganda pro-Palestina, dice la Polizia di Stato
La Polizia ha effettuato venerdì 7 agosto una perquisizione nell'ambito delle indagini sulle scritte antisemite e offensive apparse nel centro di Bologna. L'intervento è stato eseguito dalla Digos su delega della Procura locale nei confronti di un soggetto individuato come presunto autore degli imbrattamenti.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'identificazione è stata possibile grazie all'analisi delle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza e a specifici servizi di osservazione e riscontro. Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati un casco, uno zaino, un paio di scarpe e un telefono cellulare, ritenuti d'interesse per l'inchiesta.
Gli accertamenti della Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali hanno fatto emergere, oltre alle immagini e agli elementi raccolti, precedenti a carico dell'indagato per danneggiamento e imbrattamento di cose altrui commessi con modalità analoghe. Per quei procedimenti il Tribunale di Bologna aveva disposto la sospensione del procedimento con messa alla prova.
Particolare attenzione è stata riservata al telefono sequestrato: la Polizia di Stato riferisce che sul dispositivo sarebbe stato rinvenuto un "consistente quantitativo" di materiale riconducibile alla propaganda pro-Palestina, oltre a contenuti di carattere violento e offensivo nei confronti di esponenti politici. Il contenuto del cellulare è ora al centro di ulteriori approfondimenti investigativi.
Sulla base degli elementi emersi, la Digos ha avviato verifiche per accertare l'eventuale esistenza di collegamenti tra l'indagato e associazioni, gruppi o reti di persone coinvolte in atti violenti. Al momento si tratta di accertamenti in corso: saranno ulteriori approfondimenti a stabilire l'eventuale presenza di responsabilità o relazioni di gruppo.
Gli oggetti sequestrati saranno sottoposti ad accertamenti tecnici e investigativi per contribuire alla ricostruzione dei fatti e verificare la relazione tra i reperti e gli episodi contestati.