Bologna · 09 Agosto 2026

Morte di Nicola Musiani, l’indagine si allarga: cercato un quinto ragazzo

Quattro giovani fermati con l’accusa di omicidio; per un 16enne gli atti sono stati inviati alla Procura per i Minorenni di Bologna

Morte di Nicola Musiani, l’indagine si allarga: cercato un quinto ragazzo

L’inchiesta sulla morte di Nicola Musiani, 53enne nato a Bologna e aggredito nella notte tra il 18 e il 19 luglio a Pinarella di Cervia, si è estesa alla ricerca di un quinto presunto partecipante alla violenta aggressione.

Quattro giovani sono stati fermati con l’accusa di omicidio in concorso aggravato da futili motivi. Si tratta di Ragme Oussama, 22 anni, nato in Marocco e residente a Meldola; Long Finn Conor, 19 anni, nato a Faenza e residente a Meldola; Abir Houssam, 21 anni, nato in Marocco e residente a Forlì; e Mahboubi Bilal, 23 anni, nato a Forlì e residente a Santa Sofia. Le indagini sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Cervia e dal Nucleo Investigativo di Ravenna e coordinate dalla pm Angela Scorza.

Gli investigatori stanno ora cercando di identificare un quinto ragazzo, un minorenne forlivese che potrebbe avere preso parte all’aggressione. Per un 16enne del Forlivese gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il minorenne avrebbe avuto un primo diverbio con Musiani nella giornata del 18 luglio, apostrofandolo come “tossico”. Dopo essere stato in una discoteca della zona, il ragazzo sarebbe tornato verso le 4 del mattino all’uscita del locale e, secondo gli investigatori, avrebbe ricominciato a provocare la vittima, stavolta accompagnato da amici. Da quel momento sarebbe iniziata l’aggressione: pugni e calci anche quando la vittima era già a terra, oltre a colpi inferti con sassi e una bottiglia alla testa.

I primi esiti dell’autopsia, depositati in vista dell’udienza di convalida dei fermi, indicano come causa della morte uno choc emorragico cerebrale. Sul corpo di Musiani sono state riscontrate otto costole fratturate, un vasto ematoma interno alla schiena e numerose ecchimosi. Dopo l’aggressione il 53enne era stato ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena, dove è deceduto il 22 luglio.

Dopo i fermi, i carabinieri hanno eseguito perquisizioni e sequestrato i telefoni cellulari dei quattro giovani e alcuni capi di abbigliamento che potrebbero essere quelli indossati durante il pestaggio. Gli elementi raccolti verranno esaminati per ricostruire movimenti, contatti e responsabilità individuali. Dalle indagini è emerso inoltre che alcuni dei fermati sarebbero stati coinvolti in un episodio di violenza avvenuto circa un mese prima a Meldola.

Nell’ambito degli accertamenti i carabinieri hanno ricostruito anche il comportamento di un altro uomo presente quella notte: un 50enne cesenate, cameriere stagionale, che viveva in un camper parcheggiato accanto a quello di Musiani. L’uomo, secondo gli investigatori, è riuscito a sottrarsi alla violenza rifugiandosi nel proprio mezzo e chiudendosi all’interno; Musiani, che viveva nel suo camper nel piazzale di viale Tritone, non è riuscito a fuggire.

Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, che ha pubblicato su Facebook una richiesta di giustizia per la vittima e ha condiviso il video di una rissa avvenuta nei giorni precedenti a Rimini, commentando con toni critici nei confronti di chi commette violenza.

Le indagini proseguono per chiarire con precisione la dinamica dei fatti e il ruolo di ciascuno dei fermati, nel rispetto delle garanzie procedurali e della presunzione di innocenza.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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